Archivio per febbraio 2007


Crocette

martedì, 20 febbraio 2007

Nella vita siamo continuamente chiamati a fare scelte. A volte sono scelte obbligate fra due o più possibilità, altre volte si sceglie per voglia di cambiamento. In certi casi la scelta si riduce a due sole opzioni, “sì” o “no”, “nero” o “bianco”, “va bene” o “non va bene”, “mi piace” o “non mi piace”, e così via. E’ come se idealmente compilassimo un questionario, una scheda un cui sono annotate le nostre preferenze.

Praticamente scegliere è come mettere delle crocette sui punti più o meno importanti della nostra vita. Queste crocette io spesso le metto a matita, perché mi capita di cambiare idea e soprattutto è importante lasciare e lasciarsi una possibilità di riconsiderare una questione o un semplice parere.

Ma altre volte, nel bene o nel male, è proprio necessario scrivere a penna, il cui tratto è più forte e deciso. Il suo segno non sarà totalmente indelebile, ma per cancellarlo è necessario un impegno e un’accortezza maggiori. Le tracce della scelta precedente resteranno a tenerne memoria.

Cara

lunedì, 19 febbraio 2007

Di recente ho rivisto Borotalco, un altro classico di Carlo Verdone, un altro dei suoi capolavori.

La regia è ammirevole, i tempi giusti, la sceneggiatura azzeccatissima.

Dietro una trama apparentemente leggera c’è la storia di un giovane che deve fingere per essere qualcuno, mentire per conquistare, calarsi nei panni di un’altro per trovare la sua (apparente) realizzazione personale. D’un tratto però si accorge che non è così, il castello di menzogne crolla ed egli si trova ad affrontare la dura realtà con grande fatica.

Quindi Borotalco, oltre che una commedia divertentissima, è una storia d’amore triste e sofferta, ma a lieto (?) fine.

Questo velo di tristezza che permea tutto il film è sottolineato e accompagnato da una bellissima canzone di Lucio Dalla, Cara, melodia avvolgente e un testo di straripante malinconia.

 

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c’è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino………

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto…..
che pena…che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un’altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c’e’ niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch’io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto “olé” sono perduto.

La notte sta morendo
ed e’ cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l’ ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e’ sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia.

Mode pericolose

martedì, 13 febbraio 2007

Non capisco come un genitore dotato di un sano raziocinio possa trasportare il figlio piccolo andando in scooter, fra il traffico caotico della città. E’ un’azione irresponsabile e pericolosa. Oggi ho visto un altro di questi fenomeni (e non è un caso isolato) che portava una bambina di circa 3 anni in piedi sulla pedana dello scooter … Senza parole! 😮

Son passati dieci anni…

domenica, 11 febbraio 2007

… dal mio primo collegamento ad Internet casalingo. Dieci anni e un mese: era infatti il gennaio del 1997.

Quanti ricordi, e quante cose sono cambiate da allora…


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