Archivio per ottobre 2008


I nuovi Fantozzi

venerdì, 31 ottobre 2008

Quelli che si muovono solo in macchina, sempre in macchina, mai a piedi, per carità, che perdono ore della loro giornata, giorni della loro vita in auto a parlare col telefonino… per me questi sono i Fantozzi del ventunesimo secolo.

In una giornata come quella di oggi il traffico è paralizzato, eppure non si riesce a invertire la tendenza: se tutti prendessimo i mezzi pubblici questa città sarebbe più vivibile… certo, dovrebbero funzionare meglio, ma con meno auto private in giro lo farebbero.

E magari invece di stare morbosamente attaccati a un cellulare, quattro chiacchiere le scambieremmo con qualcuno conosciuto alla fermata del bus.

F.B.I. Operazione Gatto

lunedì, 27 ottobre 2008

Chi ha più o meno la mia età ricorda sicuramente il titolo di questo divertente film di Walt Disney, in cui una squadra dell’F.B.I., pedinando un gatto molto curioso, riesce a risalire alla scena di un crimine.

Nel mio caso non si tratta di un gatto curioso, ma di un gatto piscione. 🙂
Questo simpatico quadrupede (ci tengo a precisare che adoro i gatti, ma solo quelli educati) si aggira di notte per il mio terrazzo e va ad orinare proprio sulla mia bicicletta nuova. Sì, non ridete… 😀

Nonostante sia coperta da un telo protettivo, il simpatico esploratore, di cui credo di conoscere anche l’identità, o mi fa la pipì sul telo, o sulle ruote, ed entrambe le cose non sono piacevoli da riscontrare, specialmente quando ci metti le mani sopra. Dopo aver pulito per innumerevoli volte il suo marcare il territorio (che ho pagato io…), stufo di tale periodico affronto, ho provato col sistema delle bottiglie. Si dice che mettendo delle bottiglie piene d’acqua nei punti critici il gatto scelga un altro posto su cui spiscettare. In effetti per un primo periodo ha funzionato: invece di farla sulla bici, la mattina trovavo lo schizzetto su un vaso di ortensia.

Successivamente l’amico Fritz si è fatto più furbo: tanto l’amore per la mia bici, e tanta la voglia di marcarla di nuovo, che mi ha fatto la pipì nello spazio tra una bottiglia e l’altra! Non provate a ridere, ora… 😛

Per rispondere a questo suo attacco, ho intensificato le bottiglie d’acqua (ce ne sono ben cinque…) e per qualche altro giorno l’ho fermato. Gli sarà preso un colpo le prime notti.

Pensavo di aver vinto… ma ho cantato vittoria troppo presto: ultimamente anche quest’ultimo baluardo difensivo è stato profanato. Pisciatina sulla bottiglia e sulla bicicletta. E che cazzo! 😛

Come devo fare per arginare questi continui attacchi oltraggiosi del gatto piscione, che agisce col favore delle tenebre (mentre io dormo)? 🙂
Sono graditi altri suggerimenti… altrimenti se tutto l’inverno passa così, quando riprendo la bici in primavera la trovo corrosa e puzzolente…

Insomma, la morale della favola è che qui è fallita ogni trattativa diplomatica, ogni tentativo di conciliazione amichevole… praticamente siamo in guerra! 😛

La prima impressione

domenica, 26 ottobre 2008

Un luogo comune recita: “la prima impressione è quella che conta”. Ma, riflettendoci bene, non è vero per niente! In alcuni casi capita che la prima impressione corrisponda a verità, o che venga parzialmente confermata, ma conoscere a fondo una persona è un processo lungo, costellato di graduali ‘scoperte’ (reciproche). Possono volerci anni. Ma, comunque, non basta un giorno, questo è il succo della questione. 😉

Nonostante ciò, a volte mi dimentico di mettere da parte le apparenze, forse perché affezionato o particolarmente colpito da quell’insieme di stimoli derivanti dalla prima impressione, buona o cattiva che sia. Quando si pecca di superficialità in questo senso si rischia di essere smentiti in seguito, anche clamorosamente (o, peggio ancora, dolorosamente…). In buona sostanza, anche se ogni tanto mi capita ancora di ricadere nell’errore, è bene ricordare che “l’abito non fa il monaco”.

Per chiudere in modo molto leggero vi lascio con un’immagine che ho sviluppato oggi: mi sono divertito a ritoccare la locandina del bellissimo film L’Illusionista, con Edward Norton. Non soffermatevi alla prima impressione, però. 😉

Antichi romani del ventunesimo secolo

domenica, 19 ottobre 2008

14:23:17 Daniele: ciao ci’
14:23:32 Glamis: toh un nì 😀
14:23:36 Daniele: 🙂
14:23:44 Daniele: ti racconto un ANEDDO romanesco di oggi…

(altro…)

Meno male che c’è Mark

giovedì, 16 ottobre 2008

“All right. Do your worst!”. Un grande! 🙂
Una perla tratta da a night in London.

Un Calvino attualissimo

giovedì, 16 ottobre 2008

Un paio di mesi fa mi è capitato di seguire con interesse un documentario in bianco e nero, su RaiTre, che illustrava il nascere e il progredire del miracolo economico in Italia dalla fine degli anni ’50 a tutto il decennio successivo, mettendo in rassegna i piccoli e grandi cambiamenti di cui è stato latore: la televisione, i supermercati, l’automobile, il boom edlizio, ecc.

Di recente ho seguito, sempre con interesse ma anche con molta amarezza, una puntata di Report che denunciava il costruire feroce e inarrestabile di nuovi quartieri dormitorio a Roma, senza nessun rispetto per il piano regolatore, l’ambiente, le zone protette, e con servizi quasi inesistenti per i cittadini che andranno ad abitare in (brutti) casermoni, fra l’altro indebitandosi in mutui da capogiro.

Per queste due ragioni sono rimasto colpito dal titolo di un romanzo di Italo Calvino (uno dei miei scrittori preferiti), “La speculazione edilizia“, che ho finito proprio ieri. Racconta la storia di un’intellettuale che s’imbarca in un’impresa edilizia, alla fine degli anni ’50, e, non essendo per nulla portato, si mette in affari con un costruttore poco di buono. Le premesse fanno già intendere come andrà a finire… e quindi non aggiungo altro sulla trama, a parte il divertimento assicurato nel leggere la particolareggiata caratterizzazione del Caisotti (l’impresario disonesto) e quella del protagonista, Quinto, che fa un pasticcio dopo l’altro.

Nel romanzo fra l’altro si respira l’atmosfera che in Italia c’era a quei tempi, ovvero l’entusiasmo per il nascente boom economico, la spregiudicatezza di certi impresari in ambito edilizio (da cui sono nati personaggi politici che purtroppo oggi ben conosciamo), il convertirsi di certi intellettuali a gente d’affari, il modificarsi del territorio (molte volte in peggio), infine il cambiamento delle abitudini degli italiani, che iniziano a fare le vacanze in massa, spostandosi tutti insieme nelle località turistiche nei mesi estivi dell’anno, grazie ai vantaggi derivanti dall’uso dell’automobile.

Paolo Mieli, alla fine del documentario sul boom economico, ha fatto un’osservazione molto acuta: in molti italiani che hanno vissuto il periodo d’oro degli anni Sessanta, gli anni della “Dolce Vita”, dove tutto sembrava possibile e il benessere si era esteso un po’ a chiunque, è rimasta l’illusione che, passati finalmente i tempi bui, questo miracolo italiano sarebbe stato eterno, non avrebbe conosciuto crisi. Invece ben sappiamo che non è stato così: il corso degli eventi, nella politica e nell’economia, ha dimostrato il contrario, così come nelle più recenti e spregiudicate speculazioni edilizie.

Piacevoli tradizioni

domenica, 12 ottobre 2008

Le tradizioni, intese più come abitudini personali che come costumi sociali di massa, sono parti di noi che ci accompagnano nel cammino della vita. Riabbracciarne qualcuna un po’ dimenticata è un come tornare a casa dopo esser stati via per un certo tempo. E’ bello poter andare avanti, fare nuove esperienze, ma è altrettanto bello non separarsi da alcune piacevoli consuetudini che rimangono ancora gratificanti.

Mi riferisco ad esempio alla passione per la musica, per la lettura, per lo sport… ma anche attività di puro svago che facciamo insieme ad altri, con particolari cadenze nel tempo, o in determinati periodi dell’anno.

Ad esempio una decina d’anni fa iniziammo con un amico a fare delle compilation su CD per ogni stagione dell’anno. Ora ci ritroviamo entrambi con una bella pila di compact disc che raccolgono tutti i successi (prevalentemente commerciali, musica che si ascolta alla radio) da circa il 1997 ad oggi. Non è musica particolarmente impegnativa od ‘alta’, ma si tratta di brani piuttosto orecchiabili, più o meno famosi, che ci riportano indietro con i ricordi a determinati periodi e situazioni del passato. Quest’abitudine e questo patrimonio non li vogliamo perdere; tra l’altro dovremmo convertire le canzoni in mp3 (perché ora usiamo l’iPod) per non perdere tutto il lavoro fatto in precedenza.

Questo è solo un esempio particolare, ma dovrebbe aver reso l’idea. Le tradizioni che ognuno di noi ha, di qualsiasi tipo esse siano, portano con sé memorie di esperienze passate, ci danno la conoscenza per migliorare nelle stesse attività del presente e quindi non necessariamente sono un vincolo immobilizzante con il passato.

Qualcuna di esse, per il corso naturale degli eventi, oppure per mancanza di interesse, va scemando, fino a scomparire. Qualcun’altra, invece, germoglia dal seme piantato di una novità: lentamente cresce, si fortifica, e diventa anch’essa abitudine, tradizione, tenendo compagnia alle altre.

Per fortuna che c’è ancora qualcuno che parla chiaro

sabato, 11 ottobre 2008

Evoluzione

venerdì, 10 ottobre 2008

Non vale solo per Homer… 😛

Esperimento HDR

mercoledì, 8 ottobre 2008

esperimento HDR

Sviluppata insieme a Fabio, mi piace l’effetto che dà questa versione HDR.

p.s. per Fabio: il copyright lo mette automaticamente Coppermine… se vuoi lo tolgo.


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