Archivio per maggio 2013


L’attesa desolante

giovedì, 30 maggio 2013

waiting

Inquadrando il mare

lunedì, 27 maggio 2013

cabins

Per ora il mare lo vediamo solamente da lontano…

Homeland

venerdì, 24 maggio 2013

Con Homeland penso di aver aggiornato la lista delle mie serie tv preferite: questa indubbiamente lo è.

Innanzitutto, per la bravura degli attori: Claire Danes e Damian Lewis sono eccezionali, ma anche tutti gli altri non sono da meno. Da questo link è possibile avere informazioni complete sul cast.

Ho quasi terminato di vedere la seconda stagione, e, dopo un iniziale scetticismo, dovuto principalmente ad un inizio un po’ lento, posso affermare che è forse anche migliore della prima.

I colpi di scena ci sono, la suspense costante, il tutto è estremamente realistico. Ci sono dei momenti in cui la tensione è così alta, e gli attori così bravi a renderla, che sembra di essere lì. Durante gli interrogatori, ad esempio. Oppure nei litigi in famiglia, è tutto così vero e plausibile.

Ve lo consiglio vivamente, anche solo per passare qualche serata evitando i noiosi talkshow televisivi e godendovi invece una serie mozzafiato.

Homeland vi conquisterà.

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Un Paese di vecchi

mercoledì, 8 maggio 2013

Questo è un Paese gerontocratico, dove gli anziani detengono potere e ricchezza. Cercano di mantenerli a tutti i costi, in primis a livello politico ed economico, in secundis in ogni posto dove ci sia da comandare qualcuno più giovane.

Vado in palestra a volte la mattina, a volte la sera. Quando vado di mattina, ci sono molti anziani, e mi capita di parlare con loro. In molti votano Monti o a destra, posizioni conservatrici: del resto loro hanno dei bei gruzzoletti da difendere, e non si sa neanche con quanto impegno se li siano guadagnati.

Mi sono addirittura sentito dire che Letta è troppo giovane (a 48 anni!) per fare il Presidente del Consiglio. Ma scherziamo? Forse è l’unica nota positiva di questo neonato Governo!

A volte mi prende la frustrazione, perché è difficile cambiare le cose in un Paese in cui queste persone non vogliono cambiare nulla, perché a loro sta bene così. Non lo nascondono neppure.

Il conflitto generazionale c’è eccome.

Quelli della mia età si sono visti tarpare le ali da famiglie (in senso lato, non solo la propria, ma quelle dei Padri) egoiste, che si sono divertite quando si poteva (pensate alla Dolce Vita degli anni ’60, che per me resterà sempre un mito, come l’età dell’Oro) ed hanno consumato, corrotto, esaurito tutto ciò che era a loro disposizione.

Invece dell’apice della mia carriera lavorativa sto vivendo una lunga fase di precarietà, e sono molto arrabbiato per questa situazione.

Ne do la colpa in gran parte a chi mi ha preceduto, perché io le maniche me le sono rimboccate, ho studiato e lavorato duramente, ma non ho visto i risultati di chi invece oggi sta a pancia all’aria e si gode le pensioni d’oro.

Spero vivamente in una presa di coscienza generale, da parte di tutti coloro che si trovano nella mia stessa situazione, per sovvertire, un po’ alla volta, questo stato di cose.

Dobbiamo cambiare la classe dirigente della nostra amata Italia, altrimenti non si va da nessuna parte.

Si deve anche combattere la mancanza di cultura, l’orgoglio dell’ignoranza (pericolosissimo), l’arroganza di certi vecchi (mi perdonino il dispregiativo, ma per queste persone non nutro stima) che li porta a guardarti dall’alto in basso, a raccontarti la bella vita che fanno (alla faccia tua) e quella dei loro figli, che studiano alla Bocconi e si fanno gli stage retribuiti non appena usciti dall’università.

Io mi sento in forte contrasto con questa gente, perché nella vita mi sono sudato tutto quello che ho nel presente.

Di questo, sì, sono molto orgoglioso.

Breathe

domenica, 5 maggio 2013

breathe


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