Archivio per novembre 2015


Ricordi nella spazzatura

venerdì, 20 novembre 2015

ricordi nella spazzatura

I ricordi a volte coinvolgono le fotografie stesse. Capita spesso che mi torni alla memoria una foto scattata magari anni prima (quella che presento risale al 2011) e da questo impulso nasce la voglia di andare a cercarla, guardarla di nuovo e capire cosa mi aveva spinto a fermare quel momento la prima volta, qual era stato l’interesse iniziale per il soggetto.

Di questa scena mi aveva colpito il ricordo abbandonato, il cui simbolo sono le fotografie rifiutate, l’album lasciato aperto, quegli oggetti indesiderati e gettati in modo, se vogliamo, un po’ barbaro nella spazzatura; anzi, per essere più precisi, ai piedi di un cassonetto dell’immondizia, con incuria, inciviltà e disprezzo. Come a volersene liberare per sempre e rendere questa decisione definitiva di dominio pubblico. L’ho trovata un’immagine forte: ha catturato immediatamente la mia attenzione.

Un altro aspetto dei “ricordi nella spazzatura” è che attraverso le fotografie altrui si raccontano vite che non potremo mai comprendere fino in fondo. Cosa significavano quei momenti per il fotografo? Cosa lo ha spinto ad immortalarli prima e poi, successivamente, a liberarsene?

La fotografia è un viaggio nel tempo continuo, un costante rimando tra osservatore ed osservato: uno specchio che riflette sia la propria vita, sia, a tratti, quelle altrui.

Estremismi religiosi e terrorismo

giovedì, 19 novembre 2015

Non dovremmo considerare gli estremismi religiosi come un qualcosa al di fuori della nostra società, perché è proprio al suo interno che sono nati. L’adorazione sfrenata del dio Denaro, il capitalismo, che ben sta dimostrando i suoi limiti ed è arrivato alla frutta, la cecità dei nostri popoli ed il bisogno, specie ad alti livelli, di avere sempre di più a scapito delle minoranze sta producendo questi risultati. Solo accettando questa sconfitta e capendo di cosa stiamo parlando, e che questi terroristi non vengono dalla Luna ma sono una precisa conseguenza delle politiche economiche e sociali degli ultimi decenni che potremmo forse ritrovare il bandolo della matassa.

C’è una profonda crisi di valori e bisogna ritrovarli, prima di imbracciare i fucili e gridare “al nemico”. Altrimenti siamo esattamente come loro.


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