Archivio per la categoria 'Attualità'


Ripartire

giovedì, 3 novembre 2011

Faccio parte di una generazione a cui è stato ‘promesso’ un futuro che poi non si è avverato, un futuro illusorio. Vivo, e sto ancora metabolizzando, la disillusione derivante da questi falsi presupposti, se vogliamo chiamarli così. Noi (più o meno) giovani ci troviamo ad affrontare ogni giorno il concetto di mancanza di prospettive. A volte riusciamo a gestirlo, a volte siamo giù di morale, altre volte è un incubo. Chi sono i responsabili di tutto questo? La politica, sicuramente. Negli ultimi vent’anni i nostri governanti hanno fatto pochissimo per la scuola, l’università, la ricerca, il lavoro dei giovani, il precariato. E poi l’economia, perché oggigiorno sono le grandi banche e le grandi corporazioni aziendali a tenere in pugno interi stati (europei e non) col debito di cui sono creditori.

Come uscire da questo stato di cose, che è sia mentale, a livello individuale e collettivo, sia materiale (per ovvi motivi)? Prima di tutto direi non lasciarsi trascinare nel baratro della depressione. Magari a volte ti ci avvicini, a volte sei tentato di buttartici dentro o inizi a farlo, ma è meglio reagire, essere propositivi, per non fare del male a noi stessi. In secondo luogo darsi da fare, praticamente, ognuno nel suo campo, per lavorare, divertirsi, farsi una famiglia; tutte cose che dovrebbero essere naturali, o almeno la società in cui siamo cresciuti da bambini e adolescenti ci ha abituato a pensarle tali, a credere che sarebbero state il nostro destino, o per lo meno un nostro diritto, una volta diventati ‘grandi’. Non per tutti è così, non per tutti è stato così. Purtroppo. E torniamo di nuovo al punto di partenza… possiamo vederla in positivo o in negativo. In alcuni giorni il bicchiere è mezzo pieno, in altri mezzo vuoto. Io credo che gli anni che vivremo in futuro non saranno molto spensierati (né rosei) come sono stati quelli della nostra infanzia, ma presenteranno anche delle occasioni per cambiare (a chi ne ha la voglia, s’intende) a livello individuale e collettivo. Dovremo cambiare le nostre idee e le nostre abitudini relativamente a tante cose che ci hanno portato a un consumo progressivo delle risorse del nostro pianeta, ad un modo diverso di convivere con i nostri simili (che magari sono di razza o religione differente), a dare importanza alla cultura e all’istruzione, fondamenta di qualsiasi stato evoluto e civile, a ridurre la competizione economica e il divario che aumenta sempre più tra ricchi e poveri (quest’ultimo sarà un cambiamento sofferto, non so come avverrà ma dovrà succedere), a fare finalmente una politica che risolva i problemi di una nazione in modo concreto e non quella che è adesso, fatta di salotti e smisurati privilegi per una casta di pochi eletti.

E poi c’è il confronto, il dibattito con chi soffre i disagi che ho cercato di elencare poc’anzi, che dovrebbe essere il più spesso civile e aperto a posizioni differenti. La rinascita culturale, economica e politica di un popolo non può partire dalla violenza verbale. Dalla violenza delle parole si passa progressivamente alla violenza dei fatti, bisogna fare attenzione su questo punto. Informarsi, studiare e parlare con gli altri spesso aiuta a sentirci meno soli (o addirittura inutili, mentre in realtà non lo siamo) e a costruire una coscienza sociale, nuova, di cui proprio tutti abbiamo bisogno.

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    Democrazia od oligarchia?

    martedì, 6 settembre 2011

    Con la grande crisi economica siamo passati da forme di governo democratiche a forme di governo, di fatto, oligarchiche. Specialmente in Italia.

    C’è chi la crisi neanche sa cos’è…

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      Un collante prezioso

      domenica, 9 maggio 2010

      Empatia, da Wikipedia (non è la Treccani, ma può bastare):

      La parola deriva dal greco “εμπαθεια” (empateia, a sua volta composta da en-, “dentro”, e pathos, “sofferenza o sentimento”), che veniva usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’autore-cantore al suo pubblico.

      Nell’uso comune, empatia è l’attitudine a offrire la propria attenzione per un’altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali. La qualità della relazione si basa sull’ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell’altro.

      Io direi anche: un valore fondamentale nelle relazioni umane di successo…

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        NoKappa

        venerdì, 7 maggio 2010

        Perché scrivere in italiano è importante… ho aderito anch’io al progetto. ;)
        Direttamente dal sito NoKappa:


        L’italiano, come tutte le lingue, si evolve nel tempo.
        Questa evoluzione è spesso talmente lenta da apparire impercettibile e riguarda tanto il vocabolario quanto l’ortografia, tuttavia le moderne tecnologie – Internet e soprattutto gli SMS – hanno portato a una forma di scrittura alquanto insolita e sicuramente curiosa.

        Il trigramma per viene trascritto x, anche all’interno di un’altra parola (xsona, esxienza); la parola sei, voce del verbo essere, viene trascritto 6; la particella ci diventa c (ci sei? si trasforma in c6?); la c dura diventa quasi invariabilmente k, sia quando per ottenere quel suono si renderebbe necessaria una h, sia quando la c da sola è sufficiente.
        Fin qui, nulla di strano: queste grafie trovano – in parte – una loro ragion d’essere nella fonologia della nostra lingua: in fin dei conti, casa e kasa si pronunciano allo stesso modo.

        Ciononostante, negli ultimi anni si è avuta una vera e propria “corsa all’abbreviazione”, la cui più celebre vittima è non, mutilata in un impronunciabile nn. Esistono comunque esempi ancora più emblematici, quali x’ (“x apostrofo”, o – per i matematici – “x primo”) in luogo di perché.

        Queste abbreviazioni estreme, però, sono utili soltanto nello stretto spazio dei 160 caratteri di un SMS; su Internet, dove raramente ci sono limiti, hanno come unica conseguenza quella di rendere complicata la lettura per chi non è avvezzo a tale grafia, oltre a far apparire l’autore del testo un po’… infantile.
        A dire il vero, oggigiorno scrivere in questo modo anche su un cellulare è perfino più complicato che scrivere normalmente: per scrivere con le abbreviazioni, il sistema di digitazione T9™ è molto più veloce delle abbreviazioni “manuali”.


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          Pensieri da incorniciare: Joi Ito

          mercoledì, 28 aprile 2010

          Riporto l’articolo che chiude il numero di Aprile di WIRED.
          Mi ha colpito per il suo contenuto profondo, che condivido integralmente.

           

          Con neotenia si intende
          la permanenza di attributi infantili nell’età adulta.

          Noi esseri umani abbiamo una giovinezza che dura più a lungo di
          quella di qualsiasi altra creatura sulla faccia della terra,
          visto che ci occorrono almeno vent’anni per diventare adulti.
          Anche se da adulti conserviamo molte delle nostre
          caratteristiche infantili, la maggior parte di noi smette di giocare
          e si concentra sul lavoro
          Quando siamo giovani
          impariamo, socializziamo,
          giochiamo, sperimentiamo,
          siamo curiosi,
          capaci di stupirci
          e di provare gioia.
          E cambiamo, cresciamo,
          immaginiamo,
          speriamo.

          Una volta adulti diventiamo persone serie,
          produciamo, ci concentriamo su un obiettivo,
          combattiamo, ci mostriamo protettivi e crediamo fortemente nelle cose.

          Il futuro del pianeta via via avrà sempre meno a che fare con l’efficienza,
          con il produrre più cose e con la protezione del nostro orticello,
          e dipenderà sempre più dal fatto di lavorare insieme,
          dalla capacità di accogliere i cambiamenti ed essere creativi.

          Viviamo in un epoca nella quale la gente muore di fame
          in mezzo all’abbondanza e in cui il peggior nemico
          è il nostro stesso impulso testosteronico a controllare
          il territorio e l’ambiente.

          E’ ora di dare ascolto ai bambini
          e di permettere alla neotenia di guidarci
          al di là degli schemi rigidi
          e dei dogmi creati dagli adulti.

           

          Testo di Joichi Ito, pubblicato su WIRED con licenza Creative Commons.

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            La speranza è una trappola…

            venerdì, 26 marzo 2010

            Le parole di un uomo di grande lucidità e saggezza:

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              Neve!

              venerdì, 12 febbraio 2010

              Dopo ben 25 anni di nuovo la neve a Roma… ;)

              Oggi ho scattato qualche foto, eccone tre. Tenete sotto osservazione questo set su Flickr poiché nei prossimi giorni ne aggiungerò delle altre. La nevicata è durata poco, quindi non so in quanti abbiate avuto il tempo di giocare a palle di neve. ;)

              E' arrivata

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                Generazione recessione

                mercoledì, 27 gennaio 2010

                Riporto integralmente questo articolo tratto dal sito Sbilanciamoci.info, mi sembrano riflessioni molto interessanti ed attuali.

                Studi e interpretazioni sugli effetti della crisi economica (anche detti “ricette”) si stanno moltiplicando. Ovviamente, al centro dell’attenzione sono i discorsi – soprattutto “autorevoli” – degli economisti. Ma succede anche ad alcuni di loro di incrociare dati e riflessioni con i problemi del sociale e del vivere quotidiano della gente. In questa prospettiva, riprendo alcuni spunti da diverse voci che fanno il punto sulla situazione negli Stati Uniti.

                Ho trovato l’espressione Generation Depression: ci si chiede, cioè, se stia crescendo una generazione di giovani i cui comportamenti saranno segnati, per tutta la loro vita, dalle esperienze attuali. Naturalmente si sottolinea il salto relativo alle generazioni precedenti (gli esempi si riferiscono sia agli anziani che, giovani durante la “grande depressione”, hanno poi avuto negli anni successivi una vita sempre più positiva, sia ai baby boomers vissuti, appunto nella giovinezza, in una prospettiva sociale di forte mobilità e di crescenti opportunità). Quanto all’attuale generazione di adulti, si argomenta – tenendo sullo sfondo il fatto che gli Stati Uniti e molta parte del mondo occidentale sono tecnicamente usciti dalla crisi – che, come ci si sta avviando verso cambiamenti radicali nel funzionamento del sistema complessivo, lo stesso varrà anche per i comportamenti individuali.

                A tal proposito, interessa uno studio del National Bureau of Economic Research (pubblicato nel settembre scorso con dati relativi al periodo dal 1972 al 2006) in cui si dice che anche soltanto un anno di particolare difficoltà vissuto nell’adolescenza o nei primi anni adulti può incidere pesantemente sulla formazione di una persona e sui suoi comportamenti e vicende degli anni successivi. Si segnala la possibilità, con riferimento alla sfera pubblica e alla politica, di una crescente disaffezione e perdita di fiducia. Lo studio presenta analisi e dati relativi a fasi del passato segnate – per le generazioni dei giovani adulti che hanno vissuto questo passato – non soltanto da difficoltà nella sfera economica e lavorativa, ma anche psicologiche e nei rapporti sociali.Ancora, guardando ai prossimi anni, non si considerano solo gli effetti delle trasformazioni e difficoltà che l’economia degli Stati Uniti sta attraversando. Si tiene anche conto del nuovo panorama globale in cui l’America va collocata ed è sempre più chiaro che, in tutto l’arco di tempo dalla fine della seconda guerra mondiale al presente, non si erano avuti cambiamenti di questa portata non solo nel funzionamento del sistema economico, ma nel sistema nel suo complesso.

                (continua…)

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