Archivio per la categoria 'Attualità'


A proposito dell’immagine

domenica, 29 ottobre 2017

Nell’era della mercificazione gratuita della propria immagine, la vera rivoluzione è opporsi a questo stato di cose e mettere in pratica il contrario. Recuperare i propri spazi senza sentire il bisogno di esibirli in ogni istante ed occasione diventa una svolta originale, anticonformista e rispettosa verso quell’immagine di noi stessi che probabilmente non ha la necessità impellente di essere esibita, pubblicata, proclamata e sponsorizzata per sentirsi viva.

a mirror of the street

L’arrivo dell’autunno

domenica, 10 settembre 2017

the coming of autumn

Dopo un’estate torrida, forse la più calda di sempre, ecco finalmente arrivare le piogge e l’autunno.

La parola a tutti, la stima no

mercoledì, 15 marzo 2017

Fin dai tempi della scuola elementare, o addirittura all’asilo, c’era in classe quel bambino particolarmente spocchioso che si credeva migliore degli altri, probabilmente perché in famiglia lo avevano educato così.

Mentre prima dell’avvento dei social la spocchia di queste persone, ormai adulte, aveva risonanza solo all’interno di un circolo ristretto, come il bar, la palestra, la scuola, o l’oratorio, adesso con Facebook, Twitter, Instagram e quant’altro, c’è la possibilità di dare parola proprio a tutti.

Umberto Eco disapproverebbe, lo so. Io invece sono per la democrazia e penso sia giusto dare diritto di parola anche a chi si crede superiore agli altri in virtù di discutibili meriti (a volte l’unico è essere bravi a raccattare “like”).

Penso che questo gran chiasso prodotto dai vari “tronisti” del web sia tollerabile (a mali estremi c’è il pulsante “non seguire più”) perché confido nell’esistenza di una minoranza di persone che ha la capacità di saper vedere oltre l’immagine costruita ad arte su un social, ed utilizza questi mezzi per comunicare realmente: idee, emozioni, fotografie, storie, racconti, poesie, notizie… E così via.

Il lavoro a quarant’anni

martedì, 17 gennaio 2017

Condivido questo video dell’ormai noto Marco ‘Monty’ Montemagno: come dargli torno?

Sul lavoro ed i quarantenni, sono perfettamente allineato con lui! 😉

Leggersi non è abbastanza per conoscersi

mercoledì, 23 novembre 2016

Mi fa sorridere come la lettura dei social sia spesso sopravvalutata, abusata ed equiparata alla comprensione profonda di una persona. Crediamo davvero sia possibile conoscere qualcuno basandoci solamente su ciò che scrive in Rete?

Ritengo ci voglia una grande sensibilità in generale (online ed offline) ed una frequentazione dal vivo, che comprenda l’uso di tutti e cinque i sensi (e magari anche del sesto…) per capire chi abbiamo di fronte. Spesso non basta una vita.

Il mio appello è il seguente: non siamo superficiali!
Gli stati d’animo che stanno dietro ad un pensiero scritto magari d’impulso o a seguito di riflessioni personali non sono sempre comprensibili dall’altro lato di uno schermo.

Sappiamo leggere tra le righe, sempre… Altrimenti questo mondo sarà, per chi non ne comprende a fondo le dinamiche, una bolla di sapone, pronta ad esplodere insieme a tutte le sue fasulle certezze.

Cartolina d’agosto

lunedì, 15 agosto 2016

Che bella Roma semi-deserta. Roma senza i romani, o con molti meno romani. La condizione giusta perché sia vivibile. Poi non fa neanche tanto caldo… Un cielo azzurro e un sole che la rendono quasi scintillante.

Unici nei: gente in macchina che fa inversione a U nei posti più improbabili, tanto non c’è nessuno (qualcuno c’è, guardate bene). Poi i Rom col carrelletto raccogli-monnezza, sempre così occupati nel loro ‘lavoro’. Ci stanno sempre. Pure a Ferragosto con quattro cristi in croce, o a Capodanno mentre tutti dormono, vedrai sempre un omino che si aggira per il tuo quartiere e infila la testa dentro i cassonetti per fare un particolare tipo di raccolta differenziata. Tutta roba usata che ti ritroverai sulle bancarelle a Portaportese. Oggi ne ho beccato uno appena uscito di casa, col suo fido carrellino. Ieri, andando a buttare la spazzatura, me ne trovo un’altro a frugare dentro il cassonetto, e allora gli faccio, ironicamente: “posso?”.

Gli adulti del domani

domenica, 29 maggio 2016

Ho ascoltato una notizia alla radio che mi ha lasciato di stucco. Tra i tanti primati negativi dell’Italia, c’è quello dei giovanissimi: non ricordo quale percentuale (meglio così, perché è alta) dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni non ha mai letto un libro al di fuori di quelli scolastici, non ha mai fatto attività sportiva, non sa fare di conto a parte semplici addizioni e sottrazioni e non ha mai visitato un sito archeologico. Questi sono gli adulti del domani?

Mi ritengo fortunato di appartenere ad un’altra generazione, e mi rendo anche conto che la responsabilità di tutto questo è anche dei genitori. La società non è un’entità astratta, siamo tutti noi che la costituiamo e la creiamo. E’ vero che lo studio comporta fatica ed impegno, che il sapere a volte ci spaventa e addentrarsi in territori nuovi può essere difficile all’inizio, ma credo anche che debba essere un’inclinazione naturale dell’essere umano quella di evolversi, di migliorare le proprie condizioni e quelle della società in cui vive, rispetto a quelle dei nostri padri.

Invece noto una brusca involuzione intellettuale, e di questo non posso far altro che prenderne atto e crucciarmi. Ma anche di continuare, con tutte le difficoltà che ci sono a rapportarsi con una società che tende culturalmente verso il basso, ad invertire la tendenza, nel mio piccolo ed insignificante ambito personale.

Lo studio è ribelle

lunedì, 7 marzo 2016

Ho sfogliato e letto qualche pagina di questo libro, “La passione ribelle” di Paola Mastrocola, trovato per caso, come spesso accade, in libreria. Ne sono stato subito attratto. Parla dello studio e del fatto che oggi esso sia considerato, dalla massa, un’attività desueta. Il termine stesso è evitato dai giornali e dai mass media. Chi studia è visto come uno fuori moda, uno sfigato, uno che si ferma e si appassiona su qualcosa mentre la maggioranza di noi corre dalla mattina alla sera tra mille impegni, molti dei quali anche inutili, ed alla fine della giornata è talmente stanco da non poter leggere neanche qualche riga. Chi studia, invece, è ormai da considerarsi un ribelle, un rivoluzionario.

La domanda provocatoria che fa l’autrice di questo interessantissimo libro è: oggigiorno che necessità c’è di studiare, nell’era del digitale? E’ tutto così facilmente a portata di mano, tra smartphone, PC e tablet. Siamo tutti perennemente connessi, presi da email, Whatsapp, chat, apericene, esteriorità, esibizionismo, quindi perché chiudersi dentro casa a studiare, trascorrendo ore noiose ad ingobbirsi sui libri? Quali vantaggi avremmo dallo studio, andando in controtendenza e privandoci di tutto ciò che è facile e poco impegnativo?

Penso davvero che queste domande dovremmo porcele per riflettere sullo stile di vita che stiamo conducendo e sull’importanza di una crescita personale ed individuale, che spesso passa per i libri, la noia, l’impegno, la fatica, la passione, la pazienza e la costanza.

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Colloqui di lavoro

venerdì, 22 gennaio 2016

a working day

Certi colloqui di lavoro sono imbarazzanti. Dipende, ancora una volta, dalle persone. Selezionatori poco preparati, empatici, gentili, insomma… Ce n’è per tutti i gusti. Non una presentazione dell’azienda, non cercano di coinvolgerti ma ti fanno domande con stile interrogatorio del Terzo Reich, senza dir nulla di sé, cosa ti offrono, di cosa si occupa la loro azienda.

E poi ci sono i cacciatori di teste. Quelli ve li raccomando. Sono i peggiori (esistono anche all’estero). Ti telefonano agli orari più improbabili, ti martellano se non rispondi e quando ci parli ti ritrovi il solito stile inquisitorio e aggressivo, per sapere se sei ‘adatto’ a loro e alla loro mentalità, se ti possono usare. Per i cacciatori di teste sei solo qualcuno da rivendere al cliente, ti offrono il solito lavoro da schiavo e la loro società guadagna sul tuo lavoro senza far nulla.

Odio questo sistema fatto di subappalti, di sfruttamento, di arroganza e di poca educazione. E’ difficile purtroppo trovare persone serie, preparate e gentili quando ti interfacci col mondo del lavoro italiano. Un’arma l’abbiamo però: selezionare anche noi. Capire chi abbiamo di fronte e cosa ha da offrirci. Perché anche il lavoratore ha (molto) da offrire. Io dico sì al lavoro e no alla schiavitù.

Estremismi religiosi e terrorismo

giovedì, 19 novembre 2015

Non dovremmo considerare gli estremismi religiosi come un qualcosa al di fuori della nostra società, perché è proprio al suo interno che sono nati. L’adorazione sfrenata del dio Denaro, il capitalismo, che ben sta dimostrando i suoi limiti ed è arrivato alla frutta, la cecità dei nostri popoli ed il bisogno, specie ad alti livelli, di avere sempre di più a scapito delle minoranze sta producendo questi risultati. Solo accettando questa sconfitta e capendo di cosa stiamo parlando, e che questi terroristi non vengono dalla Luna ma sono una precisa conseguenza delle politiche economiche e sociali degli ultimi decenni che potremmo forse ritrovare il bandolo della matassa.

C’è una profonda crisi di valori e bisogna ritrovarli, prima di imbracciare i fucili e gridare “al nemico”. Altrimenti siamo esattamente come loro.


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