Archivio per la categoria 'Personale'


Lungo la via Francigena

martedì, 16 agosto 2011

Percorrendo l’antica e solitaria via Francigena ho incontrato Matteo, che spingeva a mano la sua bicicletta, non senza sforzo, su questa salita ripidissima… E’ stato un momento davvero pittoresco, al di fuori del tempo.

Alle sue spalle, sulla cima, il paese Capranica (VT).

Grazie a Matteo per i suggerimenti che mi ha dato su altri posti interessanti da vedere…

Capranica

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    Buonanotte

    giovedì, 9 giugno 2011

    buonanotte
    a coloro che stanno già dormendo
    a chi è troppo contento per poter dormire
    a chi è troppo solo per volersi addormentare
    a chi ha ancora qualcosa da fare
    a chi ha qualcosa di molto importante a cui pensare
    buonanotte…

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      and the Sultans played Creole…

      martedì, 7 giugno 2011

      Gradevolissima versione live di un capolavoro senza tempo…

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        along the Thames

        martedì, 31 maggio 2011

        along the Thames

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          Una domenica mattina per le vie del centro

          martedì, 19 aprile 2011

          piazza Colonna

          lo specchio di un restauro

          parcheggio improvvisato

          per le vie del centro

          midday in Rome's alleys

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            Pillole

            domenica, 17 aprile 2011

            Oggi voglio inaugurare una nuova sezione di questo mio (piccolo) blog… si chiamerà Pillole.

            Quando iniziai a scrivere qui, ormai cinque anni or sono, mi piaceva l’idea di poter esprimere alcuni concetti in modo molto sintetico e minimalista.

            Non sempre si ha il tempo, o la voglia, di scrivere tante parole su di un determinato argomento; a volte mi vengono in mente dei pensieri brevi, o riflessioni, che sento di scrivere, per condividerle (con quei pochi lettori che ho…) o comunque per fissarle a memoria futura.

            That’s it… buona domenica a tutti. :)

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              M-ediocrità

              martedì, 12 aprile 2011

              Ho scritto questo pezzo circa un anno fa… allora non mi andava di pubblicarlo, lo consideravo forse un po’ forte, ma devo dire che rileggendolo per me ha ancora un senso, quindi lo faccio oggi. Chi di noi non ha conosciuto qualcuno simile a M.?

              Ci sono persone che vivono la vita giocando di rimessa, e sicuramente M. è una di queste. La chiameremo così, come l’iniziale di mediocrità. Tutti ne abbiamo incontrata una almeno una volta nella vita, o meglio, è possibile che dobbiamo conviverci anche tutti i giorni, e in questo caso si spera di no. M. è pavida, mentale, egoista, infelice. Non si fida degli altri, perché fondamentalmente non si fida di se stessa. Delle sue emozioni più profonde e del suo istinto. Le sigilla dentro un sacchetto di plastica e le mette nel congelatore. Non capisce che quelle sensazioni sono un importante indicatore, una chiave, l’ago della bussola. Valuta tutto con attenzione, così tanta che la sua vita è priva di colore e felicità. Le parole per M. sono tutto, la struttura di un castello di carta da costruire intorno a qualsiasi cosa si possa analizzare, smontare, distruggere; per poi erigere nuovamente una costruzione fittizia intorno a qualcosa che ormai non c’è più, di cui si è persa l’essenza nel tentativo di fissarla con l’intelletto. Talmente occupata a descrivere e spiegare, cosa che apparentemente le riesce molto bene, dimentica che spiegare non equivale a capire.

              Se scavi tu, a fondo, trovi una persona scialba, mediocre, senza coraggio e iniziative, che cerca delle scappatoie, o qualcuno che le risolva la vita al posto suo. Non cerca di diventare il cambiamento che vorrebbe vedere nella sua esistenza. Non capisce che in certi casi si deve soffrire comunque, per conquistare qualcosa o per perdere qualcosa. Sfacciatamente opportunista, si nutre delle energie degli altri perché ha paura di investire le proprie in qualsiasi cosa richieda un po’ di passione, un po’ di impegno. Con la sua passività ti spinge a risolvere le situazioni, più o meno inconsciamente tende trappole una dopo l’altra per tenerti legato. Agisce di testa, non ascolta la sua anima. M. non sa cos’è la spontaneità vera, non dà mai per dare. Tende a confonderti le idee perché una delle sue poche certezze è il dubbio, e come possibile cerca di instillarlo nel prossimo, per sentirsi ‘a casa’.

              (continua…)

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                Photographers’ reflections

                giovedì, 3 febbraio 2011

                Photographers' reflections

                Una domenica mattina.
                Il sole dopo la pioggia.
                Qualche pozzanghera.
                E tre amici in giro per una passeggiata.

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