Archivio per la categoria 'Storie'


M-ediocrità

martedì, 12 aprile 2011

Ho scritto questo pezzo circa un anno fa… allora non mi andava di pubblicarlo, lo consideravo forse un po’ forte, ma devo dire che rileggendolo per me ha ancora un senso, quindi lo faccio oggi. Chi di noi non ha conosciuto qualcuno simile a M.?

Ci sono persone che vivono la vita giocando di rimessa, e sicuramente M. è una di queste. La chiameremo così, come l’iniziale di mediocrità. Tutti ne abbiamo incontrata una almeno una volta nella vita, o meglio, è possibile che dobbiamo conviverci anche tutti i giorni, e in questo caso si spera di no. M. è pavida, mentale, egoista, infelice. Non si fida degli altri, perché fondamentalmente non si fida di se stessa. Delle sue emozioni più profonde e del suo istinto. Le sigilla dentro un sacchetto di plastica e le mette nel congelatore. Non capisce che quelle sensazioni sono un importante indicatore, una chiave, l’ago della bussola. Valuta tutto con attenzione, così tanta che la sua vita è priva di colore e felicità. Le parole per M. sono tutto, la struttura di un castello di carta da costruire intorno a qualsiasi cosa si possa analizzare, smontare, distruggere; per poi erigere nuovamente una costruzione fittizia intorno a qualcosa che ormai non c’è più, di cui si è persa l’essenza nel tentativo di fissarla con l’intelletto. Talmente occupata a descrivere e spiegare, cosa che apparentemente le riesce molto bene, dimentica che spiegare non equivale a capire.

Se scavi tu, a fondo, trovi una persona scialba, mediocre, senza coraggio e iniziative, che cerca delle scappatoie, o qualcuno che le risolva la vita al posto suo. Non cerca di diventare il cambiamento che vorrebbe vedere nella sua esistenza. Non capisce che in certi casi si deve soffrire comunque, per conquistare qualcosa o per perdere qualcosa. Sfacciatamente opportunista, si nutre delle energie degli altri perché ha paura di investire le proprie in qualsiasi cosa richieda un po’ di passione, un po’ di impegno. Con la sua passività ti spinge a risolvere le situazioni, più o meno inconsciamente tende trappole una dopo l’altra per tenerti legato. Agisce di testa, non ascolta la sua anima. M. non sa cos’è la spontaneità vera, non dà mai per dare. Tende a confonderti le idee perché una delle sue poche certezze è il dubbio, e come possibile cerca di instillarlo nel prossimo, per sentirsi ‘a casa’.

(continua…)

Condividi:

    Le certezze degli incompetenti

    giovedì, 7 febbraio 2008

    Nel mondo del lavoro, o più in generale in quello dello scibile, non mi pongo mai, di fronte all’interlocutore, come portatore di verità assolute e incontrovertibili. Semmai cerco di argomentare e spiegare, e per quanto possa essere sicuro di una cosa, non mi metto ad affermarla con tracotanza o, peggio ancora, con arroganza, tappando la bocca all’altra persona.

    Invece in molti fanno così, e se al limite posso tollerare questo modo da chi ne sa più di me (ma non lo giustifico), d’altra parte mi sembra inaccettabile quando a zittirmi sia un incompetente.

    Il tutto nasce con un deficit comunicazionale. Parli e quello che dici non viene capito, o nemmeno ascoltato. Questo è particolarmente spiacevole quando con queste persone ti ci devi relazionare per motivi di lavoro. Nella peggiore delle ipotesi, se ti capita di aiutare un incompetente, questi neanche capisce che gli stai dando una mano, e magari reagisce dicendo stai facendo dei pasticci con quello che ha fatto lui/lei. E’ il colmo: in questi casi la situazione è proprio irrecuperabile…

    Alla fine della fiera, però, tutti i nodi vengono al pettine: le certezze inossidabili che strutturano la conoscenza di questi individui prima o poi vengono smentite. Il lavoro prodotto spesso è scadente, bisogna rimetterci le mani sopra, e magari costoro sono insoddisfatti di come vanno le cose…e non ne capiscono il perché! :D

    Di fronte a questa mancanza di umiltà, all’ignoranza e all’arroganza, dopo aver cercato un canale comune e non averlo trovato, io mi giro dall’altra parte.

    Condividi:

      Gli idioti del traffico urbano

      mercoledì, 6 febbraio 2008

      Che gente pessima che si incontra nel traffico cittadino.
      Oggi mi dedico a due categorie, che riguardano una gli automobilisti e l’altra i motociclisti, così per la par condicio non scontento nessuno. :P

      Ci sono quelli in auto che, imbottigliati in fila, fanno del tutto per non far passare chi è su due ruote, ti chiudono ogni piccolo varco che permette di passare, o addirittura ti stringono pericolosamente quando passi loro affianco, rischiando la collisione o di buttarti per terra. Fanno questo perché? Direi che lo fanno solo per ripicca… perché loro stanno fermi e tu puoi passare, puoi andare avanti più in fretta di loro.

      E poi ci sono quelli in moto, che arrivati al semaforo puntualmente non riescono a fermarsi entro la linea dello STOP: devono per forza andare qualche metro avanti, sulle strisce pedonali. Che comportamento idiota. Prima di tutto impediscono ai pedoni di attraversare agevolmente, in secondo luogo danno fastidio a chi deve partire dietro di loro in moto, giacché spesso si mettono di traverso. Poi magari partono a razzo un po’ prima che scatti il verde. Cosa pensano di guadagnare in questo modo?

      Io davvero non capisco… a volte mi sento un extraterreste quando faccio queste considerazioni. E metto in pratica quotidianamente, nonostante tutto, il mio senso civico.

      Condividi:

        Dialoghi surreali

        mercoledì, 30 gennaio 2008

        La capacità di astrarre mentre si parla o si scrive, utilizzando metafore o addirittura inventando situazioni immaginarie, lo rendono sicuramente più interessante.

        Spesso chattando o parlando con alcuni miei amici fingiamo apposta di essere qualcun’altro (qualche esempio? un coatto, un salumiere, un mago, il vicino di casa, ecc. … :P ), ed il risultato è molto divertente… a volte da ribaltarsi sulla sedia dalle risate! :D

        Un piccolo esempio l’ho anche pubblicato qualche post fa su questo blog… :)

        Tutto ciò per dire che l’uso della fantasia in un dialogo lo rende più brillante e meno noioso… non è così? ;)

        Condividi:

          Mediocrità galoppante

          sabato, 19 gennaio 2008

          hsc2074l.jpg

          P.S.: e dire che tanta gente fa strada nonostante certa indiscutibile mediocrità…

          Condividi:

            Pelati omologati

            domenica, 12 agosto 2007

            La necessità di sentirsi parte di un gruppo è umana e in molti casi un fattore positivo. Non buono è, secondo me, annullare le proprie caratteristiche comportamentali, i propri gusti e le proprie aspirazioni per sentirsi inseriti in un determinato contesto sociale.

            Non sto qui ad analizzare i pro ed i contro dell’una e dell’altra condizione, anche perché non sono un sociologo ma un semplice osservatore della realtà che mi circonda.

            (continua…)

            Condividi:

              In città senza fretta

              lunedì, 2 luglio 2007

              Lo scorso weekend ha visto Roma, complici le prime partenze e il lungo ponte di S. Pietro e Paolo, svuotata del solito caos e del traffico di auto e moto. Non essendo partito ho avuto modo di girare parecchio, ed è stato bello riscoprire la città con altri ritmi, più lenti, diversi dal frenetico andirivieni quotidiano, che in genere accompagna i momenti del lavoro o dell’azione più intensa.

              Ma ugualmente intenso, e piacevole, è stato poter percorrere le vie di Roma con una lentezza inconsueta, guardare il paesaggio circostante, e constatare che tutti gli altri automobilisti, o motociclisti, ricercavano per empatia la stessa lentezza, rallentando di proposito, me compreso, senza dover a tutti i costi arrivare presto alla meta (come accade quasi tutti i giorni).

              Una sensazione piacevole, che purtroppo capita raramente… ma d’estate o nei periodi dell’anno in cui la maggior parte della gente parte per le vacanze capita ed sicuramente un’occasione per godere al meglio dei pregi di questa grande città… ;)

              Condividi:

                Mode pericolose

                martedì, 13 febbraio 2007

                Non capisco come un genitore dotato di un sano raziocinio possa trasportare il figlio piccolo andando in scooter, fra il traffico caotico della città. E’ un’azione irresponsabile e pericolosa. Oggi ho visto un altro di questi fenomeni (e non è un caso isolato) che portava una bambina di circa 3 anni in piedi sulla pedana dello scooter … Senza parole! :-o

                Condividi: