Archivio per la categoria 'Storie'


Helpdesk

martedì, 19 Settembre 2006

Caso 1
Assistenza tecnica: “Che computer ha?”
Cliente: “Uno bianco”
Assistenza tecnica:. … (Silenzio)

Caso 2
Cliente: “Buongiorno. Non riesco a togliere il dischetto dal lettore”.
Assistenza tecnica: “Ha provato a premere il pulsante per farlo uscire?
Cliente: “Sì, chiaro, è come se fosse incollato….
Assistenza tecnica: “che strano, questa cosa non mi suona bene..aspetti che apro una scheda..
Cliente: “No…Aspetta…non avevo messo il dischetto.è ancora sul tavolo..mi dispiace, grazie”.
Assistenza tecnica: “… (Silenzio).

Caso 3
Assistenza tecnica: “Faccia clic sull’icona ‘My Computer’ sulla sinistra dello schermo”.
Cliente: “Alla mia sinistra o alla sua?”
Assistenza tecnica: “… (Silenzio)

(altro…)

Cowboy nostrani

lunedì, 24 Luglio 2006

Treno FM3 Roma-Viterbo,
mi siedo a lato di una coppia bene assortita, sembrano due americani del Kansas City: lui stivali da cowboy, capello lungo sciolto, parlata aMMeregana marcata, iPod, cuffie (da quel che ho sentito fa il musicista), rassicura e ogni tanto parla con la sua donna, lei bionda, cavallerizza, strafiga, un po’ annoiata.

Lui le spiega “siamo alla stazione qui”, “dobbiamo scendere qui” (tutto in perfetto inglese americano), “I have this friend of mine, Armando, who speaks english so badly but when he composes SMS he’s incredibly smart, he can write words you can’t even imagine” e cose così.

Qualcosa però mi lasciava insospettito nel suo modo di fare, a discapito della pronuncia perfetta e del look studiato: sembrava un po’ troppo possessivo con lei, e un (bel) po’ spaccone.

Penso che il cowboy sembra più italiano che del Kansas.

Qualche minuto dopo arriva inaspettata la conferma: squilla il telefono, si toglie le cuffie (roba rap o simile), risponde, a voce alta…

“ARMANDO? SI’ STO A ARIVA’! TRA ‘MPO’ STO LA’! SI’ STO PE’ ARIVA’ DAI… SE VEDEMO ALLA FERMATA! VIGNA DI VALLE SE’! VABBO’ CIAO!!!”.

Ma ROTFL! 😀

Dal tabaccaio

lunedì, 27 Febbraio 2006

Difficilmente sono entrato in tabaccherie i cui commessi/proprietari brillano per simpatia.

A dire il vero, me ne viene in mente soltanto una (ed il proprietario faceva il barista, prima). 😉

In tutte le altre che mi capita di entrare, non per le sigarette, ma per l’acquisto di biglietti, francobolli, caramelle, ricariche telefoniche, ecc. mi trovo di fronte al classico prototipo del tabaccaio.

Non a voler essere razzisti, ma, uomo o donna che sia, il tabaccaio ha qualcuna (o tutte, in tal caso il cocktail è micidiale) delle caratteristiche che ora vado ad elencare. Solitamente è:

  1. taciturno,
  2. scontroso,
  3. maleducato: se possibile non saluta,
  4. spocchioso.

Adesso mi domando se è il caso di sollecitare i sociologi per studi in materia (!) o di istituire una categoria protetta dei tabaccai, per assicurarne il sostegno morale di indubbia opportunità.

Proprio stamattina ho fatto un sorridente ingresso (ormai sono prevenuto :)) nella peggiore tabaccheria della zona in cui abito; dato che pioveva e ci passavo davanti, ho deciso di correre il rischio.

Lo splendido proprietario (una volta ha fatto anche la pubblicità di un dentifricio, quindi ha ragione a sentirsi importante e tenebrosamente bello) ha mormorato qualcosa al mio saluto -come da abitudine- e faticosamente ha risposto ad una mia domanda (se aveva o no una ricarica per il cellulare). E’ stato uno sforzo insopportabile per lui, aggravato dal fatto che non gli ho comprato nulla perché ciò che mi serviva non era disponibile.

Studi sociologici e categorie protette a parte, in questo caso la misantropia dev’essere genetica…


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