Città virtuali
Venerdì, Ottobre 26th, 2007Nell’era della comunicazione istantanea e globale abbiamo a disposizione dei mezzi fantastici: telefoni cellulari, internet, SMS, email. Strumenti alla portata di pochi fino a una decina d’anni fa, oggigiorno sono parte integrante della nostra vita di relazione.
Complici mode e dipendenze, a volte capita però di confondere il fine con il mezzo: si insiste nel mantenere dei contatti, per lo più virtuali, legami poco profondi e magari anche futili, tanto per giustificare l’utilizzo -quasi socialmente imposto- di tali mezzi.
Da un punto di vista più generale, quando nella società incomincia a prevalere una comunicazione non verbale, ma virtuale, il sentirsi solo tramite telefono, SMS o MSN piuttosto che vedersi di persona, a mio avviso non è un bel traguardo (oltre ad essere una perdita di tempo). Quasi mai si parla con la gente per strada, ognuno vincolato in esclusiva alla rubrica di contatti sul proprio telefonino; figuriamoci se c’è la curiosità di conoscere un ‘estraneo’ di passaggio.
Nella mia caotica e indaffaratissima città spesso ho questa impressione. Individualismo e tanta superficialità. Rare le occasioni di fare conoscenze interessanti. Apparenza e immagine. Dal punto di vista sociale c’è una pigrizia (o una diffidenza) ad aprirsi verso il prossimo che contrasta il continuo movimento di tutti i giorni.
Quanto descritto è una prerogativa delle grandi metropoli. Nei piccoli centri e nella provincia, dove in genere è più facile fare amicizia e uscire in gruppo, ambienti ed abitudini sono ancora (per fortuna) a misura d’uomo.








