Un collante prezioso

domenica, 9 maggio 2010

Empatia, da Wikipedia (non è la Treccani, ma può bastare):

La parola deriva dal greco “εμπαθεια” (empateia, a sua volta composta da en-, “dentro”, e pathos, “sofferenza o sentimento”), che veniva usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’autore-cantore al suo pubblico.

Nell’uso comune, empatia è l’attitudine a offrire la propria attenzione per un’altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali. La qualità della relazione si basa sull’ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell’altro.

Io direi anche: un valore fondamentale nelle relazioni umane di successo…

Shut down

giovedì, 29 aprile 2010

Beh, era ora… se non mi trovate più su Facebook, Twitter e Google Buzz è perché ho cancellato/disattivato i miei account. Ci sono altri modi per rimanere in contatto… ho già espresso in passato le mie perplessità riguardo al tanto blasonato, abusato e diffuso Facebook… e non starò qui a ripeterle. Ciò che mi ha spinto a togliermi di mezzo è l’insofferenza verso uno strumento che considero ormai piuttosto inutile e alienante, nonché una perdita di tempo. Vorrei mantenere (come già faccio a prescindere dai social network) un contatto diverso con gli amici, e Facebook è solo un piccolo diversivo, alla lunga anche piuttosto ripetitivo e noioso. Col tempo che si perde davanti allo schermo a guardare ‘aggiornamenti’ il più delle volte poco interessanti si possono fare tante altre cose. Se devo commentare un video o una canzone preferirei farlo in altro modo, così come una foto o un libro. Per sentirsi ci sono il telefono, l’email, si possono usare quelli. Al limite c’è anche questo blog, se volete commentare potete farlo quando volete. Io ne seguo diversi e si scambiano idee e pensieri anche in questa maniera, con uno stile più rilassato e meno nevrotico.

Sono stanco di una comunicazione che sembra immediata ma in realtà è solo mediata: dallo schermo, da un sito realizzato ad arte (per ipnotizzare o addormentare le menti dei suoi iscritti…) e da un tipo di comunicazione trasversale e piuttosto indiretta. Facebook, Twitter sono fatti così: si guarda e ci si fa guardare, ci si impiccia degli affari degli altri ma alla fine pochi sono i casi di un incontro reale. Si comunica appunto per vie traverse. Si mantiene la sensazione di essere a contatto con tante persone a suon di messaggi di stato, commentini rapidi, battutine e cliccando su “mi piace questo elemento”. Sinceramente ne ho abbastanza… le relazioni umane sono qualcosa di più complesso e importante, banalizzarle in questo modo mi sembra come minimo riduttivo.

(continua…)

Silenzi e parole

martedì, 22 dicembre 2009

La seguente massima non l’ho inventata io, ma quanto è vero il detto che recita:

chi non comprende i tuoi silenzi non capirà nemmeno le tue parole.

Il silenzio va ascoltato e non evitato, riempiendolo di parole inutili, quando se ne avverte la necessità. Solo ascoltandolo con attenzione, se tra due persone c’è sufficiente empatia, il suo significato sarà immediatamente comprensibile.

A volte non c’è proprio bisogno di dire nulla.

Sono i fatti che contano

domenica, 20 dicembre 2009

Più delle parole, sono sempre i fatti che contano.

Nei rapporti sociali, nel lavoro, in amicizia, in amore, nella vita in generale. Si possono spendere migliaia di parole per farsi capire o convincere qualcuno di qualcosa, ma se alla fine queste non sono suffragate dai fatti, o anche da piccoli gesti (che sono comunque azioni), diventano totalmente inutili (e fuorvianti). Saper leggere questi dettagli a mio avviso è molto più importante che saper ascoltare.

Le azioni (o le non azioni) sono la reale dimostrazione delle nostre intenzioni e delle nostre emozioni. Mi pareva giusto ricordarlo, e ricordarmelo.

Buon Natale e buone feste a tutti.