Leggersi non è abbastanza per conoscersi

mercoledì, 23 novembre 2016

Mi fa sorridere come la lettura dei social sia spesso sopravvalutata, abusata ed equiparata alla comprensione profonda di una persona. Crediamo davvero sia possibile conoscere qualcuno basandoci solamente su ciò che scrive in Rete?

Ritengo ci voglia una grande sensibilità in generale (online ed offline) ed una frequentazione dal vivo, che comprenda l’uso di tutti e cinque i sensi (e magari anche del sesto…) per capire chi abbiamo di fronte. Spesso non basta una vita.

Il mio appello è il seguente: non siamo superficiali!
Gli stati d’animo che stanno dietro ad un pensiero scritto magari d’impulso o a seguito di riflessioni personali non sono sempre comprensibili dall’altro lato di uno schermo.

Sappiamo leggere tra le righe, sempre… Altrimenti questo mondo sarà, per chi non ne comprende a fondo le dinamiche, una bolla di sapone, pronta ad esplodere insieme a tutte le sue fasulle certezze.

Terreni incolti

mercoledì, 16 settembre 2015

Penso che di aridità, nella nostra società, ce sia tanta, ed evidentemente non parlo delle piante. Con loro basta dare un po’ d’acqua. Con le persone è diverso… Si innaffiano da dentro.

E no, non siamo tutti uguali.

esplosione d'arancio

Questioni di autostima

giovedì, 28 marzo 2013

Specialmente in questo periodo storico è facile essere circondati da contesti difficili e da persone altrettanto difficili. Quello che è importante, a mio avviso, è non farsi contagiare da queste situazioni e, soprattutto, dalle persone negative.

L’entusiasmo, la passione, la voglia di fare, di reinventarsi, di scoprire cose nuove, di allargare la propria mente a nuovi orizzonti ed esperienze, dipendono tutte da noi e si alimentano di energie positive. Perciò è importante non farsi contagiare dalla negatività di certe persone, dal loro senso di frustrazione, invidia o cattiveria che, per egoismo, cercano di trasmettere al prossimo. A volte è necessario addirittura allontanarsi, perché non c’è rimedio, né dialogo, né critica costruttiva. Questi individui sono dei muri da tenere a distanza, perché invalicabili.

La nostra dignità è importante, anzi, importantissima: se abbiamo lavorato bene (in senso esteso, su di noi, nel mondo del lavoro, degli affetti, dell’amicizia) non dovremmo dimenticarci qual è il nostro valore. Non esiste nessun datore di lavoro, o amico ‘illuminato’, o genitore o parente che sia che possa pontificare senza riserve su questioni che non conosce completamente, perché non le ha vissute in prima persona e perché le valuta dal suo unico e soggettivo punto di vista.

Ci sono persone che purtroppo si comportano così per tutta la vita (salvo benefiche prese di coscienza). Sono quelli bravi a criticare gli altri, perché sono molto meno capaci a conseguire dei risultati con sé stessi, a raggiungere la cosiddetta ‘autorealizzazione’.

Lo ripeto, quindi: se non possiamo discutere con queste persone, se sono chiuse, grette e sempre sulla difensiva, è meglio starne alla larga. A loro non cambierà nulla o quasi ma a noi, sì, a noi, farà molto bene allontanarci da questi concentrati di negatività. Le nostre energie vitali ne gioveranno e ci ringrazieranno, per non aver sprecato del tempo a combattere contro i mulini a vento.

Se stiamo attraversando un momento difficile, che richiede forza, impegno e volontà per superarlo, possiamo, anzi, dobbiamo ricordarci che se una volta in passato abbiamo ottenuto degli ottimi risultati, o stavamo bene con noi stessi, non c’è motivo per cui non possa accadere di nuovo. Il segreto appunto è quello di circondarci di positività quanto più possibile, ed alimentarla con la nostra, ovviamente.

Ricordiamoci delle nostre qualità, del nostro valore, della nostra esperienza. Mettiamo tutto nel calderone… il resto verrà da sé.


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