La Leggenda del Vento

domenica, 3 febbraio 2013

Ieri sera ho finito l’ultimo romanzo di Stephen King, un ottavo episodio che integra, a posteriori, gli altri sette de la Torre Nera, e si colloca indicativamente tra il 4° ed il 5° volume.

Queste righe sono principalmente dedicate a chi ha letto la famosa saga… ma non solo.

Intanto posso dirvi che King è un vero maestro nel riportare il lettore dentro l’atmosfera della Torre Nera a distanza di ben nove anni dall’uscita dell’episodio conclusivo della serie. In un attimo ricordi tutto, la storia, i personaggi, le ambientazioni fantasy-western, i dettagli.

Il romanzo è veramente bello, mi è piaciuto un sacco. Tramite un flashback narrativo, che ci riporta appunto alla fine del quarto volume, si entra presto in un altro flashback, il racconto di Roland. All’interno di quest’ultimo prende vita un’altra digressione ancora, una storia nella storia nella storia: la Leggenda del Vento, appunto. Le due storie raccontate da Roland sono veramente avvincenti. Le ambientazioni, davvero magiche.

In tutto sono circa 400 pagine che si ‘macinano’ in scioltezza, con gusto. Per me è stato bellissimo passare di nuovo del tempo con Roland, Eddie, Jack, Susannah e Oy. Inoltre ieri sera tirava davvero un vento forte, fuori casa, e questo ha contribuito a dare ulteriore suggestione alla storia che stavo leggendo: una concomitanza meteorologica tra il mondo fantastico e quello reale.

Senza dubbio la Torre Nera è la migliore opera di Stephen King (per me, che ho letto quasi tutti i suoi libri). Se avete letto già qualcosa di questo scrittore, ed il suo stile vi piace, ve ne consiglio vivamente la lettura. Sono quei romanzi (otto, in tutto) che ti rimangono dentro per tutta la vita.

leggendadelvento

La caduta dei giganti

domenica, 15 luglio 2012

L’estate di solito è una bella stagione per leggere, e l’attuale non fa eccezione…

Ultimamente ho un po’ più di tempo libero, dovuto a motivi non sempre piacevoli, quindi ho ripreso la lettura de “La caduta dei giganti” di Ken Follet, librone che avevo lasciato sul comodino dopo aver letto un centinaio di pagine, e che ho intervallato alla lettura di Philip K. Dick, scrittore di fantascienza (tutt’altro genere).

Mi affascina l’idea di leggere una saga lunga e con tanti personaggi (questo primo volume della trilogia conta circa mille pagine!), ed al momento sono arrivato a circa un terzo del libro.

Il romanzo è ambientato agli inizi del Novecento, tra Inghilterra, Russia, Stati Uniti e gli altri paesi europei coinvolti nella Prima Guerra Mondiale. Infatti le storie personali dei protagonisti fanno solo da sfondo ad un racconto che è prevalentemente la ricostruzione storica dei fatti che hanno portato alla guerra.

Lo trovo anche un ripasso utile, perché mi ero proprio dimenticato la storia di questo periodo, avendola studiata a scuola tanti anni fa…

Devo dire che rispetto agli altri Follet che ho letto, anche quelli lunghi (ad esempio “I Pilastri della Terra” ed il suo seguito “Mondo senza Fine”, entrambi bellissimi) questo è un po’ più lento, forse proprio per il fatto che la narrazione degli eventi storici ha un peso importante rispetto alle vicende personali, di fantasia. Il romanzo potrebbe risultare un po’ noioso in certi punti, perché deve creare le premesse e ricostruire fatti, ambienti, personaggi realmente esistiti e che hanno deciso le sorti delle nazioni coinvolte nella guerra all’inizio del secolo scorso.

Trovo comunque che sia molto utile ed istruttivo, anche se parliamo di un romanzo, che comunque ricostruisce i fatti con dovizia di particolari (Ken Follet è uno scrittore che si documenta molto), ricordare come i rapporti fra gli stati possano deteriorarsi a tal punto da scatenare una guerra. Questo è un pericolo che dobbiamo tenere sempre presente… anche in quest’epoca in cui la ‘guerra’ si combatte ogni giorno nel mondo dell’economia e della finanza. Le tensioni sociali che ormai si sono scatenate nei paesi dell’Europra che più soffrono la crisi attuale non vanno assolutamente sottovalutate.

La storia passata è memoria, non dimentichiamoci i suoi insegnamenti, per non ripetere gli stessi errori…


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