Colloqui di lavoro

venerdì, 22 gennaio 2016

a working day

Certi colloqui di lavoro sono imbarazzanti. Dipende, ancora una volta, dalle persone. Selezionatori poco preparati, empatici, gentili, insomma… Ce n’è per tutti i gusti. Non una presentazione dell’azienda, non cercano di coinvolgerti ma ti fanno domande con stile interrogatorio del Terzo Reich, senza dir nulla di sé, cosa ti offrono, di cosa si occupa la loro azienda.

E poi ci sono i cacciatori di teste. Quelli ve li raccomando. Sono i peggiori (esistono anche all’estero). Ti telefonano agli orari più improbabili, ti martellano se non rispondi e quando ci parli ti ritrovi il solito stile inquisitorio e aggressivo, per sapere se sei ‘adatto’ a loro e alla loro mentalità, se ti possono usare. Per i cacciatori di teste sei solo qualcuno da rivendere al cliente, ti offrono il solito lavoro da schiavo e la loro società guadagna sul tuo lavoro senza far nulla.

Odio questo sistema fatto di subappalti, di sfruttamento, di arroganza e di poca educazione. E’ difficile purtroppo trovare persone serie, preparate e gentili quando ti interfacci col mondo del lavoro italiano. Un’arma l’abbiamo però: selezionare anche noi. Capire chi abbiamo di fronte e cosa ha da offrirci. Perché anche il lavoratore ha (molto) da offrire. Io dico sì al lavoro e no alla schiavitù.

Una scelta tra le fotografie

lunedì, 7 settembre 2015

Mi rendo conto che un compito molto difficile del fotografo è la selezione delle immagini da presentare. Spesso, spinti dall’onda emotiva del momento, siamo portati a sceglierne alcune a cui teniamo di più da un punto di vista affettivo e ne trascuriamo altre validissime per l’aspetto fotografico.

Riguardare le proprie fotografie a distanza di tempo serve anche a questo: non solo a rivivere dei momenti, ma anche a scegliere meglio, con occhi nuovi e maggiore consapevolezza.

light tuning


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