Archivio per la categoria 'Informatica'


Il lavoro a quarant’anni

martedì, 17 gennaio 2017

Condivido questo video dell’ormai noto Marco ‘Monty’ Montemagno: come dargli torno?

Sul lavoro ed i quarantenni, sono perfettamente allineato con lui! 😉

La Apple non è più quella di una volta

giovedì, 4 aprile 2013

Da quando non c’è più Steve Jobs alla guida di Apple si è persa quella visione di insieme chiara, coerente, ed i prodotti ne risentono.

Considerazioni su Twitter

sabato, 29 dicembre 2012

Da grande appassionato della rete, di comunicazione e di social media, vorrei dire la mia su Twitter, adesso che ho materiale a sufficienza per farlo, e poiché tempo fa scrissi qui le mie considerazioni sull’altro social network più famoso, Facebook.

Facciamo un brevissimo passo indietro: Twitter all’inizio non mi conquistò (il mio primo account risale al 2008), infatti ad un certo punto mi cancellai. Successivamente, nel 2010, mi sono iscritto di nuovo, per cercare di capirlo meglio, perché si stava diffondendo a macchia d’olio, e per mera curiosità. Solo negli ultimi mesi ho iniziato ad utilizzarlo più assiduamente, perché senza dubbio è una grande fonte di informazioni.

Il primo intento infatti è quello di tenermi informato sui fatti del mondo, dall’attualità alla politica, dall’informatica all’arte, dalla fotografia alla scienza, e così via.

Quindi seguo una serie di fonti che mi danno queste notizie.
Poi c’è una serie di persone con cui ho uno scambio più leggero, si passa da argomenti futili a riflessioni più profonde.

Twitter in fondo assomiglia a una specie di chat, non proprio come IRC dei bei tempi andati, ma simile. La sua forza è la sintesi (ma è anche il suo limite).

Non puoi per ovvi motivi seguire tutto, e non è un luogo dove si può approfondire molto, per il limite imposto dai 140 caratteri. Lo vedo come una sorta di trampolino di lancio, dove gli altri promuovono e fanno conoscere le loro idee e tu le tue.

Ai giorni d’oggi, per chi come me lavora nel mondo dell’informatica ed ha interessi che vi ruotano attorno (fotografia, informazione, lettura, musica, arte) ritengo che sia anacronistico non avere un account Twitter, per tutti gli spunti che ti può dare, e per la sua immediatezza nel trattare argomenti di attualità.

Ne è prova che tanti personaggi ‘famosi’, provenienti dal mondo della politica, dell’economia, della cultura e dello spettacolo si sono iscritti a Twitter, perché ne hanno capito l’importanza.

Molto diverso è Facebook, su cui ho già scritto abbastanza e non mi ripeterò: da lì ho cancellato il mio account circa sei mesi fa e non ne sento assolutamente la mancanza.

Anche Twitter però ha i suoi lati negativi. Ad esempio, il fatto di assomigliare più ad una chat che ad un newsgroup (ve li ricordate?) o ad un forum lo porta ad essere dispersivo. Non sempre leggi cose interessanti, e può diventare una perdita di tempo se non viene usato con accortezza e intelligenza. Personalmente mi sono creato delle liste, suddivise per aree tematiche, che contengono i contatti che preferisco, in modo da poter leggere a colpo d’occhio le ‘notizie’ della giornata e poi passare ad altro se ho da fare.

Vi dico anche, sinceramente, che preferisco ancora, per informarmi in modo più organico, e per intavolare discussioni ad un livello più profondo, i blog ed i feed RSS. Con questi strumenti, se c’è uno scambio attivo e biunivoco con l’autore, il ritorno in termini di comunicazione (e di soddisfazione) è sicuramente maggiore rispetto allo scambio di battutine su Twitter, che, per la natura volatile del suo stesso essere, lasciano il tempo che trovano.

Website movers

martedì, 12 aprile 2011

Oggi voglio segnalarvi questo sito, website movers, ovvero i traslocatori di siti web… In genere è un lavoro sporco che a nessuno va di fare, ma qualcuno deve pur farlo… 😉

E per questo motivo ci sono loro:

website_movers

Sia che abbiate un hosting Unix/Linux, sia Windows, con o senza database, ci pensano loro a trasferire il tutto su un altro server (quello che sceglierete voi), senza alcuna perdita di dati.

Dateci un’occhiata, e in caso scrivete un’email dal sito web, nella sezione “Contact”, per chiedere un preventivo personalizzato.

Best regards.

Flickr: manca il backup

sabato, 1 maggio 2010

Tra un mesetto scade il mio account Flickr, so già che lo rinnoverò perché è un bel servizio, la gestione degli album è davvero ottima e le funzionalità offerte agli abbonati Pro sono tante. Però notavo, dopo quasi un anno di frequentazione, che non sono state aggiunte novità o funzionalità diverse dalle attuali. Poco male, direi, cavallo vincente non si cambia. Di qualcosa però sento la mancanza: il backup. Eh sì, e se un giorno Flickr chiudesse, fallisse? Come faremmo noialtri? 🙂
E’ vero che una copia di tutte le foto la ho sugli hard disk e sui dvd, ma non sono organizzate come sul sito: suddivise per raccolte, per set, con i tag, con i geotag e con i commenti dei propri contatti e amici.

Sarebbe molto comodo che Flickr desse la possibilità di: scaricare un intero set, un’intera raccolta o tutto l’album… e in quest’ultima ipotesi, replicare la struttura che si è creata sul sito (ad esempio: cartella principale col nome della raccolta, sottocartelle coi nome dei set che essa contiene).

Che ne pensate…? Flickeriani, ditemi… 😉

P.S.: buon 1° Maggio!

E noi si cinguetta

giovedì, 20 agosto 2009

Non l’avrei creduto, ma Twitter mi ha finalmente conquistato con la sua essenzialità, dopo oltre un anno e mezzo in cui ho lasciato il mio account inutilizzato e con solo una ventina di tweet all’attivo.

Di Twitter mi piace: la pagina profilo pulita, snella e leggibile, la sinteticità ‘obbligata’ per chi scrive, e di riflesso, quindi, anche per chi legge. Certo, dipende da quanti contatti si hanno, ma su questo network mi interessa tenere quelli che seguo veramente, a differenza di Facebook, dove ho contatti provenienti da diversi ambiti e periodi (a volte: vere e proprie ere). Inoltre Facebook è molto più dispersivo, come ho già scritto altrove, ma dipende sempre da cosa si cerca.

Twitter è una specie di mailing list ‘moderna’ con visibilità globale (a meno che non si protegga il proprio profilo dalle visite di sconosciuti), ma non ti intasa la casella di posta elettronica e ti permette di informare gli amici ed essere aggiornato sulle loro novità. Tutto sempre in 140 caratteri per ogni tweet (l’equivalente del messaggio di stato degli altri social network).

Semplice ma potente nelle ricerche e soprattutto per chi come me è avvezzo all’uso dei feed RSS, Twitter dà una bella mano a filtrare e leggere solo i contenuti di reale interesse.

Insomma, non sono sicuramente un precursore, ma direi che chi ha perso un po’ di tempo su almeno un social network nella propria esistenza telematica deve assolutamente provare Twitter. 😉

Funzione di autoaggiornamento di WordPress

martedì, 4 agosto 2009

NON usatela… mi è crashato il blog ed ho dovuto ripristinarlo!
Non funziona molto bene, se lo script va in timeout sono ca**i amari… e vostri, se non avete un backup!!!

Aborigeno…?!

martedì, 4 agosto 2009

Per chi ha amato Matrix e odiato Windows

martedì, 30 giugno 2009

Un capolavoro assoluto. 😀

Considerazioni su facebook

martedì, 31 marzo 2009

Con diversi amici abbiamo aperto parentesi o vere e proprie discussioni sulla sopravvalutata utilità di facebook come network ‘sociale’, così come è stato definito dai media.

Fatte salve le reali utilità di riprendere i contatti con amici o compagni di scuola con cui non ci si sente da anni, o di mantenere quelli con i propri cari che abitano a distanza e all’estero, ci sono tanti aspetti superficiali e superflui di facebook che cercherò di tratteggiare nel modo più sintetico possibile.

Innanzitutto però vorrei parlare delle alternative: prima di facebook ci sono stati (ed esistono tutt’ora) tanti altri network per mezzo dei quali si può comunicare con (gruppi di) amici: i forum sul web, i newsgroup, le chat IRC, ecc.
Chi li conosce sa di cosa sto parlando; per chi non ne ha mai sentito parlare potremmo paragonarli tutti a delle ‘piazze’, dove chi entra può dire la sua e viene ascoltato dagli altri, che a loro volta possono rispondere.
Non c’è bisogno di aggiungere gli altri agli ‘amici’ per sapere cosa stanno scrivendo, perché la ‘piazza’ è pubblica. In questo modo è davvero molto facile socializzare e conoscere persone nuove.

Facebook invece funziona nel modo opposto: tutti hanno una pagina personale, non c’è una ‘piazza’ pubblica, perché la home page tutti la vediamo in modo diverso a seconda degli amici che abbiamo in lista. Di qui è facile capire come le informazioni non sono ‘molti a molti’ ma ‘uno a molti’ e basta.
In sostanza facebook si riduce a una comunicazione ‘uno a uno’ poiché dopo che si è stabilito un contatto in genere ci si sente in privato.
Siamo congiunti, ma solo uno con l’altro.
Il numero di amici non fa gruppo, fa solo numero.

Quindi piuttosto che un network che nasce per socializzare, FB è un sito che permette di radunare tutti i propri contatti, conosciuti in ambiti diversi (e quindi disomogenei), ed avere sottomano email, telefono, instant messenger, sito personale, ecc. di ognuno.
E’ un po’ come un’estensione della propria rubrica indirizzi.
Questo è lo scopo principale di FB, a mio avviso; tutto il resto è intrattenimento leggero o cazzeggio, basato su una componente vouyeristica molto forte. E’ difficile instaurare qualsiasi discussione approfondita o ramificata per la stessa struttura del sito: i gruppi sono praticamente inutilizzabili (chi riesce a seguire una bacheca di un gruppo affollato?), i messaggi di stato, che puntano su frasi ad effetto (ma anche no…), sono lo spunto, in genere, per rapide battute, e, dato che anche lì si scrive uno dopo l’altro, è un po’ difficile riprendere il discorso con la persona che aveva scritto la sua opinione venti risposte prima.

La stessa organizzazione degli ‘eventi’ su facebook è fallimentare, per me: si organizza un incontro (cena, aperitivo, festa di compleanno), e si invita la gente. Sbagliato! In pochi o nessuno parteciperanno (va meglio a chi fa pubbliche relazioni perché punterà sui grandi numeri). Su un newsgroup o su un forum (chi partecipava a RomaNordOvest lo ricorderà) prima qualcuno lanciava l’idea, se ne discuteva, ci si metteva d’accordo sulla data e sul posto, e solo successivamente si organizzava il meeting. In questo modo si otteneva maggiore partecipazione e soprattutto più coesione.

In tutta questa analisi non ho ancora menzionato le varie applicazioni, i quiz e i test demenziali, che vanno bene per distrarsi un po’, ma alla lunga stancano e di potenziale ‘sociale’ ne hanno davvero ben poco. Ed ho tralasciato volutamente gli aspetti relativi alla privacy, perché ovviamente se ci si iscrive si accetta di stare al ‘gioco’.

Insomma, se non si è capito sto facendo notare come FB col suo vuoto di contenuti abbia portato via tanta gente da forum, newsgroup, chat ormai in disuso (o anche il baretto sotto casa, ma vorrei rimanere in tema di network su Internet) che di contenuti ne offrivano ben altri e che con la loro struttura permettevano di socializzare e conoscersi molto di più, nelle ‘piazze’ che offrivano, di quanto possa fare facebook con la sua home page piena di link, messaggi di stato, foto e facezie varie.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: