Non amate mai una creatura selvatica, signor Bell. Non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuole bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo.
Ieri sera ho finalmente visto The Artist. Mi è piaciuto moltissimo.
E’ un film originale, ben girato, gli attori sono bravissimi.
Il bianco e nero…! Da appassionato di fotografia, non ho potuto non notare la bellezza dei contrasti, la morbidezza delle sfumature, i bianchi molto luminosi.
Ispirato dalla bellissima puntata di CheTempoCheFa di lunedì scorso, il programma di Fabio Fazio in cui tra gli altri è stato ospite il regista Bernardo Bertolucci, ho deciso di (ri)vedere alcuni dei suoi film.
Ieri sera ho iniziato con “Io ballo da sola“.
E’ un film bellissimo, onirico, fiabesco, una poesia dall’inizio alla fine. La trama potete leggerla su questa scheda. La sceneggiatura è opera dello stesso regista, la fotografia e le inquadrature secondo me rasentano la perfezione.
Quando uscì il film, nel lontano 1996, lo vidi due volte al cinema, per quanto mi piacque. Successivamente, nel corso degli anni, mi è capitato una sola volta di guardarlo in tv, per di più disturbato dalle interruzioni pubblicitarie.
Ieri invece l’ho veduto tutto d’un fiato, come fossi in sala. Il cinema come quello rappresentato da film come questo diventa arricchimento culturale, oltre ad essere mero intrattenimento. Vi consiglio vivamente di vedere “Io ballo da sola“, se ancora vi manca.
E’ un affresco sulla (meravigliosa) campagna toscana e al contempo una finestra temporale sui differenti periodi della vita dei protagonisti, tutti bravissimi attori.
Ultima menzione per la colonna sonora, splendidamente all’altezza delle immagini che accompagna.
Dopo questo ottimo inizio, sicuramente continuerò nella visione di altre opere di Bertolucci. 😉
Ieri sera ho visto Philadelphia, con Tom Hanks… che filmone (da lucciconi costanti, tra l’altro)…! Chissà perché, non ho più avuto occasione di rivederlo dopo la prima volta, quindici anni fa (!!!), quando uscì al cinema. Me lo ricordavo ancora piuttosto bene.
Segno che un buon film rimane impresso nella memoria…
E’ triste, ma è anche molto bello. Consigliato, se non l’avete visto.
La colonna sonora, Streets of Philadelphia, del Boss (che gli valse un premio Oscar). Premio oscar anche per Tom Hanks.
Di recente ho rivisto Borotalco, un altro classico di Carlo Verdone, un altro dei suoi capolavori.
La regia è ammirevole, i tempi giusti, la sceneggiatura azzeccatissima.
Dietro una trama apparentemente leggera c’è la storia di un giovane che deve fingere per essere qualcuno, mentire per conquistare, calarsi nei panni di un’altro per trovare la sua (apparente) realizzazione personale. D’un tratto però si accorge che non è così, il castello di menzogne crolla ed egli si trova ad affrontare la dura realtà con grande fatica.
Quindi Borotalco, oltre che una commedia divertentissima, è una storia d’amore triste e sofferta, ma a lieto (?) fine.
Questo velo di tristezza che permea tutto il film è sottolineato e accompagnato da una bellissima canzone di Lucio Dalla, Cara, melodia avvolgente e un testo di straripante malinconia.
Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.
Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c’è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino………
La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto…..
che pena…che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un’altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.
Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c’e’ niente di strano ma non posso venire
Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch’io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto “olé” sono perduto.
La notte sta morendo
ed e’ cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l’ ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.
Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e’ sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia.
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