12:49:05 magma: ma ‘sta pioggia?
12:49:14 Glamis: che palle
12:49:18 Glamis: ma continuerà pare
12:49:21 Glamis: fino a domenica
12:49:24 Glamis: che du cojoni
12:49:24 magma: che du’ cojoni
12:49:27 magma: ahaha
12:49:27 Glamis: hahhahah
12:49:29 magma: ammazza ci’
12:49:33 magma: questa è da pubblica’
(notare, precisione al secondo 😀 😀 )
Nell’era della comunicazione istantanea e globale abbiamo a disposizione dei mezzi fantastici: telefoni cellulari, internet, SMS, email. Strumenti alla portata di pochi fino a una decina d’anni fa, oggigiorno sono parte integrante della nostra vita di relazione.
Complici mode e dipendenze, a volte capita però di confondere il fine con il mezzo: si insiste nel mantenere dei contatti, per lo più virtuali, legami poco profondi e magari anche futili, tanto per giustificare l’utilizzo -quasi socialmente imposto- di tali mezzi.
Da un punto di vista più generale, quando nella società incomincia a prevalere una comunicazione non verbale, ma virtuale, il sentirsi solo tramite telefono, SMS o MSN piuttosto che vedersi di persona, a mio avviso non è un bel traguardo (oltre ad essere una perdita di tempo). Quasi mai si parla con la gente per strada, ognuno vincolato in esclusiva alla rubrica di contatti sul proprio telefonino; figuriamoci se c’è la curiosità di conoscere un ‘estraneo’ di passaggio.
Nella mia caotica e indaffaratissima città spesso ho questa impressione. Individualismo e tanta superficialità. Rare le occasioni di fare conoscenze interessanti. Apparenza e immagine. Dal punto di vista sociale c’è una pigrizia (o una diffidenza) ad aprirsi verso il prossimo che contrasta il continuo movimento di tutti i giorni.
Quanto descritto è una prerogativa delle grandi metropoli. Nei piccoli centri e nella provincia, dove in genere è più facile fare amicizia e uscire in gruppo, ambienti ed abitudini sono ancora (per fortuna) a misura d’uomo.
E’ una constatazione di fatto: sigarette e informatica vanno spesso a braccetto. Lo noto da quando ho iniziato a lavorare in questo settore (ma anche frequentando ambienti a livello ludico/amatoriale). Davvero tante persone che utilizzano il computer fumano anche come turchi.
E’ quasi un rapporto di causa-effetto: fumare per lavorare e lavorare per fumare di nuovo. Il fumo in qualche modo allontana momentaneamente lo stress da lavoro. E’ una soluzione temporanea, perché dopo un po’ si avverte la necessità impellente di accendersi un’altra sigaretta. Questo brutto e infausto legame porta a una dipendenza ancor più forte e a mio avviso non fa che rafforzare il vizio. Che non si dissolve, purtroppo, in una nuvola di fumo… ma porta con se spiacevoli effetti collaterali: ambienti affumicati, dita (e tastiere) annerite dal tabacco incenerito, vestiti puzzolenti e, soprattutto, si costringe i non fumatori a sopportare un ambiente sgradevole. E’ una limitazione della libertà personale altrui.
La legge che dal gennaio 2004 in Italia impone il divieto di fumare negli ambienti pubblici per me è stata una mano santa: fino a prima della sua approvazione ero costretto a subire, nel lavoro e nel tempo libero, la puzza e il fastidio che il fumo di sigaretta mi infliggono. Non la sopporto. Purtroppo oggigiorno c’è ancora qualcuno che se ne frega del divieto, ma per fortuna si tratta di una esigua minoranza. Ci sono gli spazi aperti, adibiti ai fumatori, ed è giusto che vengano utilizzati quelli.
Mi stupisco davvero tanto che il vizio del fumo, con l’informazione che c’è ai giorni d’oggi (sui danni che esso provoca), sia ancora così diffuso, soprattutto fra i giovani!
Vedo tanti ragazzi, a dire il vero più donne che uomini, attaccate morbosamente alla sigaretta. Apro una parentesi: a parte che fa male, ma per me una ragazza fumatrice perde molta attrattiva anche come donna.
Tornando in tema, l’aria che respiriamo nelle città già fa schifo per via dello smog. Perché rovinarci la salute ancor di più, fumando le sigarette proprie, o quelle, sommessamente imposte, degli altri?
Ci teniamo ad informarti che su questo sito utilizziamo i cookie per assicurarti una migliore navigazione. Se continui a navigare, diamo per scontato che tu ne sia soddisfatto.AccettoRejectPer saperne di più
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.