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Saltare

domenica, 14 Febbraio 2010

Nella vita spesso è necessario buttarsi in avanti, totalmente, verso qualcosa o qualcuno in cui si crede, e quando ciò accade è importante non guardare indietro mentre si salta.

In questo caso non sarà un vero salto e la caduta sarà molto probabile.

salto

(foto gentilmente concessa da Justine)

Neve!

venerdì, 12 Febbraio 2010

Dopo ben 25 anni di nuovo la neve a Roma… 😉

Oggi ho scattato qualche foto, eccone tre. Tenete sotto osservazione questo set su Flickr poiché nei prossimi giorni ne aggiungerò delle altre. La nevicata è durata poco, quindi non so in quanti abbiate avuto il tempo di giocare a palle di neve. 😉

E' arrivata

Dado imita Jovanotti

sabato, 6 Febbraio 2010

Un Dado magnifico, ho riso fino alle lacrime! Vivamente consigliato. 😀
Notate Jovanotti che ride a denti stretti… se conoscete i suoi testi avrete una ragione in più per vedere questo pezzo. 🙂

Piccioni allo sbando

mercoledì, 3 Febbraio 2010

Piccioni allo sbando

Il peso dell’inverno

martedì, 2 Febbraio 2010

meglio coprirsi...

Giornata di pioggia

domenica, 31 Gennaio 2010

Nonnini al tramonto

sabato, 30 Gennaio 2010

Nonnini al tramonto

Generazione recessione

mercoledì, 27 Gennaio 2010

Riporto integralmente questo articolo tratto dal sito Sbilanciamoci.info, mi sembrano riflessioni molto interessanti ed attuali.

Studi e interpretazioni sugli effetti della crisi economica (anche detti “ricette”) si stanno moltiplicando. Ovviamente, al centro dell’attenzione sono i discorsi – soprattutto “autorevoli” – degli economisti. Ma succede anche ad alcuni di loro di incrociare dati e riflessioni con i problemi del sociale e del vivere quotidiano della gente. In questa prospettiva, riprendo alcuni spunti da diverse voci che fanno il punto sulla situazione negli Stati Uniti.

Ho trovato l’espressione Generation Depression: ci si chiede, cioè, se stia crescendo una generazione di giovani i cui comportamenti saranno segnati, per tutta la loro vita, dalle esperienze attuali. Naturalmente si sottolinea il salto relativo alle generazioni precedenti (gli esempi si riferiscono sia agli anziani che, giovani durante la “grande depressione”, hanno poi avuto negli anni successivi una vita sempre più positiva, sia ai baby boomers vissuti, appunto nella giovinezza, in una prospettiva sociale di forte mobilità e di crescenti opportunità). Quanto all’attuale generazione di adulti, si argomenta – tenendo sullo sfondo il fatto che gli Stati Uniti e molta parte del mondo occidentale sono tecnicamente usciti dalla crisi – che, come ci si sta avviando verso cambiamenti radicali nel funzionamento del sistema complessivo, lo stesso varrà anche per i comportamenti individuali.

A tal proposito, interessa uno studio del National Bureau of Economic Research (pubblicato nel settembre scorso con dati relativi al periodo dal 1972 al 2006) in cui si dice che anche soltanto un anno di particolare difficoltà vissuto nell’adolescenza o nei primi anni adulti può incidere pesantemente sulla formazione di una persona e sui suoi comportamenti e vicende degli anni successivi. Si segnala la possibilità, con riferimento alla sfera pubblica e alla politica, di una crescente disaffezione e perdita di fiducia. Lo studio presenta analisi e dati relativi a fasi del passato segnate – per le generazioni dei giovani adulti che hanno vissuto questo passato – non soltanto da difficoltà nella sfera economica e lavorativa, ma anche psicologiche e nei rapporti sociali.Ancora, guardando ai prossimi anni, non si considerano solo gli effetti delle trasformazioni e difficoltà che l’economia degli Stati Uniti sta attraversando. Si tiene anche conto del nuovo panorama globale in cui l’America va collocata ed è sempre più chiaro che, in tutto l’arco di tempo dalla fine della seconda guerra mondiale al presente, non si erano avuti cambiamenti di questa portata non solo nel funzionamento del sistema economico, ma nel sistema nel suo complesso.

(altro…)

Seguire l’istinto

mercoledì, 27 Gennaio 2010

Silenzi e parole

martedì, 22 Dicembre 2009

La seguente massima non l’ho inventata io, ma quanto è vero il detto che recita:

chi non comprende i tuoi silenzi non capirà nemmeno le tue parole.

Il silenzio va ascoltato e non evitato, riempiendolo di parole inutili, quando se ne avverte la necessità. Solo ascoltandolo con attenzione, se tra due persone c’è sufficiente empatia, il suo significato sarà immediatamente comprensibile.

A volte non c’è proprio bisogno di dire nulla.