Per chi ha amato Matrix e odiato Windows
Giugno 30th, 2009Un capolavoro assoluto. ![]()
Un capolavoro assoluto. ![]()
Il signor Hood era un galantuomo,
sempre ispirato dal sole,
con due pistole caricate a salve
ed un canestro di parole,
con due pistole caricate a salve
ed un canestro pieno di parole.
E che fosse un bandito negare non si può,
però non era il solo,
e che fosse un bandito negare non si può.
E sulla strada di Pescara venne assalito dai parenti ingordi
e scaricò le sue pistole in aria
e regalò le sue parole ai sordi
e scaricò le sue pistole in aria
e regalò le sue parole ai sordi.
E qualcuno ha pensato che forse è morto lì
però non era vero,
e qualcuno ha pensato che forse è morto lì.
E adesso anche quando piove,
lo vedi sempre con le spalle al sole,
con un canestro di parole nuove
calpestare nuove aiuole,
con un canestro di parole nuove
calpestare nuove aiuole.
E tutti lo chiamavano Signor Hood
ma il suo vero nome era spina di pesce,
e tutti lo chiamavano Signor Hood…
Francesco De Gregori - Rimmel
Ieri sera ho visto Philadelphia, con Tom Hanks… che filmone (da lucciconi costanti, tra l’altro)…! Chissà perché, non ho più avuto occasione di rivederlo dopo la prima volta, quindici anni fa (!!!), quando uscì al cinema. Me lo ricordavo ancora piuttosto bene.
Segno che un buon film rimane impresso nella memoria…
E’ triste, ma è anche molto bello. Consigliato, se non l’avete visto.
La colonna sonora, Streets of Philadelphia, del Boss (che gli valse un premio Oscar). Premio oscar anche per Tom Hanks.
S: Mentre il mondo combatteva… io resistevo chiuso in cantina, solo.
Senza luce senza acqua… sempre vino, solo vino!
C: Ed è uscito quando è finita la guerra…
S: No, quand’è finito er vino… eh…
Scena memorabile da “Accadde al penitenziario”, 1955.
Con diversi amici abbiamo aperto parentesi o vere e proprie discussioni sulla sopravvalutata utilità di facebook come network ’sociale’, così come è stato definito dai media.
Fatte salve le reali utilità di riprendere i contatti con amici o compagni di scuola con cui non ci si sente da anni, o di mantenere quelli con i propri cari che abitano a distanza e all’estero, ci sono tanti aspetti superficiali e superflui di facebook che cercherò di tratteggiare nel modo più sintetico possibile.
Innanzitutto però vorrei parlare delle alternative: prima di facebook ci sono stati (ed esistono tutt’ora) tanti altri network per mezzo dei quali si può comunicare con (gruppi di) amici: i forum sul web, i newsgroup, le chat IRC, ecc.
Chi li conosce sa di cosa sto parlando; per chi non ne ha mai sentito parlare potremmo paragonarli tutti a delle ‘piazze’, dove chi entra può dire la sua e viene ascoltato dagli altri, che a loro volta possono rispondere.
Non c’è bisogno di aggiungere gli altri agli ‘amici’ per sapere cosa stanno scrivendo, perché la ‘piazza’ è pubblica. In questo modo è davvero molto facile socializzare e conoscere persone nuove.
Facebook invece funziona nel modo opposto: tutti hanno una pagina personale, non c’è una ‘piazza’ pubblica, perché la home page tutti la vediamo in modo diverso a seconda degli amici che abbiamo in lista. Di qui è facile capire come le informazioni non sono ‘molti a molti’ ma ‘uno a molti’ e basta.
In sostanza facebook si riduce a una comunicazione ‘uno a uno’ poiché dopo che si è stabilito un contatto in genere ci si sente in privato.
Siamo congiunti, ma solo uno con l’altro.
Il numero di amici non fa gruppo, fa solo numero.
Quindi piuttosto che un network che nasce per socializzare, FB è un sito che permette di radunare tutti i propri contatti, conosciuti in ambiti diversi (e quindi disomogenei), ed avere sottomano email, telefono, instant messenger, sito personale, ecc. di ognuno.
E’ un po’ come un’estensione della propria rubrica indirizzi.
Questo è lo scopo principale di FB, a mio avviso; tutto il resto è intrattenimento leggero o cazzeggio, basato su una componente vouyeristica molto forte. E’ difficile instaurare qualsiasi discussione approfondita o ramificata per la stessa struttura del sito: i gruppi sono praticamente inutilizzabili (chi riesce a seguire una bacheca di un gruppo affollato?), i messaggi di stato, che puntano su frasi ad effetto (ma anche no…), sono lo spunto, in genere, per rapide battute, e, dato che anche lì si scrive uno dopo l’altro, è un po’ difficile riprendere il discorso con la persona che aveva scritto la sua opinione venti risposte prima.
La stessa organizzazione degli ‘eventi’ su facebook è fallimentare, per me: si organizza un incontro (cena, aperitivo, festa di compleanno), e si invita la gente. Sbagliato! In pochi o nessuno parteciperanno (va meglio a chi fa pubbliche relazioni perché punterà sui grandi numeri). Su un newsgroup o su un forum (chi partecipava a RomaNordOvest lo ricorderà) prima qualcuno lanciava l’idea, se ne discuteva, ci si metteva d’accordo sulla data e sul posto, e solo successivamente si organizzava il meeting. In questo modo si otteneva maggiore partecipazione e soprattutto più coesione.
In tutta questa analisi non ho ancora menzionato le varie applicazioni, i quiz e i test demenziali, che vanno bene per distrarsi un po’, ma alla lunga stancano e di potenziale ’sociale’ ne hanno davvero ben poco. Ed ho tralasciato volutamente gli aspetti relativi alla privacy, perché ovviamente se ci si iscrive si accetta di stare al ‘gioco’.
Insomma, se non si è capito sto facendo notare come FB col suo vuoto di contenuti abbia portato via tanta gente da forum, newsgroup, chat ormai in disuso (o anche il baretto sotto casa, ma vorrei rimanere in tema di network su Internet) che di contenuti ne offrivano ben altri e che con la loro struttura permettevano di socializzare e conoscersi molto di più, nelle ‘piazze’ che offrivano, di quanto possa fare facebook con la sua home page piena di link, messaggi di stato, foto e facezie varie.
16:45:59 magma: a Milanesaccio brutto e appeso
[Glamis è romano, ma a Milano per lavoro]
16:46:36 Glamis: ahò
16:46:44 Glamis: scusa eh
16:46:47 Glamis: ma devo scappare
16:46:51 Glamis: vado all’EPPI AUAR
16:46:52 magma: sai che i milanesi devono solo che stare appesi?
16:46:55 Glamis: AHAHAHHAHAHHAHAHAHAHHAHA
16:46:55 magma: ![]()
16:46:59 magma: ahaheheheh
16:47:07 Glamis: devo prendere l’aperitvo
16:47:07 Glamis: eh
16:47:13 magma: che kulo
16:47:15 Glamis: che poi mi vedo con la tipa a corso como
16:47:16 magma: vediti con Herik
16:47:19 magma: ahahahah
16:47:19 Glamis: AHAHHAHAHAH
16:47:24 Glamis: forse non hai capito cì
16:47:28 magma: stai già a rimorchia’
16:47:30 Glamis: io non vojo vedè nessuno
16:47:34 magma: ahahah
16:47:35 Glamis: entro in albergo
16:47:36 magma: ![]()
16:47:38 Glamis: e me MURO VIVO
16:47:40 magma: e t’ADDORMI
16:47:44 Glamis: fino al volo di ritorrno ![]()
16:47:45 Glamis: AHAHHAHAHAHAHHA
16:47:48 magma: AHAHAHAHAHAHA
16:47:51 Glamis: poi bacio il suolo tipo Papa
16:47:54 magma: questa sarebbe da postare!!!
16:47:59 magma: però mi contengo
16:48:01 magma: senno’
16:48:04 magma: ci TACCIANO di razzismo
16:48:40 Glamis: no no
16:48:43 Glamis: POSTA POSTA
16:48:46 Glamis: te autorizzo io
16:48:49 Glamis: e se qualcuno protesta
16:48:58 Glamis: je metto pure ER CARICO DA NOVANTA
16:49:23 magma: ahahahahahahahahahaha
Della serie: l’unica cosa bella che c’è a Milano è la strada che porta a Roma! ![]()
Ho appena finito di leggere questo splendido romanzo di Gianrico Carofiglio, uno di quelli da rileggere ed incorniciare.
Ringrazio Federico che me l’ha consigliato: è stata una lettura veramente appagante, piena di sensazioni profonde.
Maggiori informazioni riguardanti la trama e i commenti dei lettori sono disponibili su aNobii.
Diversi anni fa frequentavo un newsgroup che si chiama alt.fan.fratellibros, un posto che in sostanza radunava utenti Mac tendenti alla grafomania.
Ultimamente vedo girare un sacco di cartoline sull’oroscopo, su facebook, e mi è tornato in mente cosa scriveva Matteo L. a proposito dei segni zodiacali.
Il merito di queste righe (datate 2 maggio 2005) è tutto suo, il mio solo di essermene ricordato.
so, let’s go
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tsk, tsk, questi giuovani… l’Astrologia è una Scienza vera e propria,
con la S maiuscola, allo stesso livello (se non superiore) di Fisica,
Matematica o Astronomia.
Semplicemente, va conosciuta bene e non superficialmente, altrimenti sì
che sembra una panzana: non è che esistono 12 categorie di persone
perché i segni zodiacali sono dodici, bisogna considerare anche
l’ascendente, la posizione dei pianeti, eccetera.
Facendo uno schema veloce, considerando solo i 12 segni zodiacali ci
sarebbero appunto solo 12 “tipi” di persona, ma se contiamo anche
l’ascendente (la posizione del sole) diventano:
12 x 12 = 144
bisogna poi vedere la posizione dei pianeti:
mercurio
144 x 12 = 1.728
venere
1.728 x 12 = 20.736
marte
20.736 x 12 = 248.832
giove
248.832 x 12 = 2.985.984
saturno
2.985.984 x 12 = 35.831.808
urano
35.831.808 x 12 = 429.981.696
nettuno
429.981.696 x 12 = 5.159.780.352
plutone
5.159.780.352 x 12 = 61.917.364.224
e vogliamo dimenticarci della Luna?
61.917.364.224 x 12 = 743.008.370.688
ecco fatto! è quindi scientificamente dimostrato che al mondo esistono
appena 743 miliardi e poco più “tipi di persona” diversa, e
l’Astrologia e’ appunto la scienza che si occupa dell’analisi e della
definizione del caratteri di ognuno di essi: che c’è di tanto illogico?
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Sto notando come negli ultimi anni abbia smesso totalmente di comprare riviste in edicola. Il motivo è principalmente mancanza di tempo per leggerle; quello disponibile lo dedico tutto alla lettura di libri (romanzi o saggi). Ma c’è di più: da quando Internet è diventata così capillare, le informazioni disponibili online sono talmente aggiornate da rendere inutile (per me) l’acquisto di una rivista cartacea (tra l’altro a volte piuttosto costosa).
E dire che per anni ho comprato Applicando (un periodico mensile dedicato al mondo della Mela), una cinquantina di numeri ormai nelle mani di qualcun’altro, o, per citarne altre due, Quark, rivista scientifica di indubbio interesse e Motociclismo.
Non sento la mancanza delle riviste (altrimenti avrei continuato a leggerle), continuo a preferire i libri. Però oggi, passando davanti all’edicola, mi sono ricordato di questo rituale atavico (che risale ai tempi dell’infanzia, in edicola ci andavo da solo già a 8-9 anni), che mi spingeva a controllare se era uscito il nuovo numero tanto atteso.
Potrei fare lo stesso discorso per i fumetti, ma con quelli ho smesso da ancora più tempo. Eppure, sfogliando ad esempio un Topolino nuovo di zecca, con storie inedite disegnate da nuovi o vecchi artisti, la lettura è ancora immensamente piacevole: mi sembra di aprire una porta temporale su tanti ricordi ed emozioni piacevoli, un mondo che da allora, tramite la carta stampata ed i colori, si perpetua a tutt’oggi.