Alla cassa

Tipica situazione alla cassa del supermercato… con la cassiera tipo: arrivi con la spesa, lei fa il conto, più o meno rapidamente… se hai i soldi contati ti regala un sorriso soddisfatto e fa un sospiro di sollievo, come se le hai evitato la più grande delle disgrazie (ovvero quella di privarsi di monete o banconote dalla cassa, manco fossero sue…).

Se invece, povero/a te, non hai quei 20 centesimi che la agevolerebbero a darti il resto o per pagare 3 euro e 47 paghi con una banconota da 10 euro già ti guarda storto e in magari ti saluta pure in modo acido (“Arivederc…”, pronunciato veloce, monotonico, con la “c” finale strascicata).

Ma perché fate così? 🙂 Mica uno può avere sempre i soldi contati… quello di destreggiarsi fra spiccioli e banconote è un problema insito nel mestiere stesso! Fateci caso e ditemi se non è così! E soprattutto, cassiere, non fatecene una colpa! 😉

p.s.: e i cassieri? Con loro è più raro notare questo comportamento… al limite se non hanno il resto o non sanno come fare restano a guardarti con espressione incerta per un paio di minuti prima di decidere! 😀


12 Commenti a “Alla cassa”

  1. Glamis ha detto:

    Questo è un altro tipico segno del sottosviluppo del nostro Paese.

    I negozianti (i supermercati poi in primis, quindi il direttore) invece di fare bene il loro lavoro e premunirsi di spicci vari presi in banca, se ne fregano e stanno sempre a chiedere spicci. A volte poi ti fanno anche aspettare mentre la commessa va in giro a chiedere di cambiargli la banconota (ho un amico edicolante a cui vanno una decina di volte al giorno).

    In Irlanda, dove quasi tutto ha un prezzo frazionato (tipo la Guinness a 3,45 € perché hanno fatto il cambio esatto), non mi è mai successo di avere questa fastidiosa richiesta, anzi sono tornato con una marea di spicci in tasca, lo stesso in UK.

    In Italia ormai ci ho rinunciato e uso il bancomat anche per due rosette, così almeno non rompe nessuno e ci pagano anche la commissione sopra 😛

  2. Daniele ha detto:

    Ahahahaha, grandissimo! 😀

    Comunque è vero, in UK mi davano sempre tante monete in resto, a volte anche troppe… 😉

  3. Daniele ha detto:

    Il problema è che gli spicci a un certo punto finiscono, possono pure fare il carico la mattina, ma capiterà sempre che devono dartene 14 di resto e hanno solo monete da 10 e 20… loro possono dire la stessa cosa: portati gli spicci, se sai che devi pagare una cifra non arrotondata!
    Altrimenti paga con la carta o col bancomat e tutti sono felici; t’assicuro che molti negozianti preferiscono pagarci la commissione piuttosto che doversi smazzare i contanti, anche perché comunque quelli vanno depositati, è rischioso tenerli in negozio, possono essere falsi (e se ti metti a controllare alla luce UV pure le banconote da 5 e a 10 fai notte)… e nessuno deve rincogliornisi col resto, che siano spicci o altro.
    Mi raccontava il mio capo che tempo fa in negozio andò uno a comprare UNA cartuccia per la stampante da 4 euro e qualcosa, tipo 4.37, e pagò con un pezzo da 50 euro. Vedi tu…

  4. Glamis ha detto:

    Quello che dici è vero, ma l’ultimo caso è emblematico del sistema. Posso capire che dà fastidio vedere il “verdone” per comprare il giornale, ma è moneta corrente e quindi va accettata, il mancato cambio è un disservizio del venditore e non può essere mai una colpa dell’acquirente (dove sta scritto che non posso comprare una banana con una banconota da 50?).

    Proprio all’estero hanno tutti quella vaschetta di plastica dove si mettono in ordine le monete spicce, ed in effetti dove l’ho vista in Italia (bar o pizzerie) sono proprio i posti dove il problema del resto non c’è mai, basta organizzarsi.
    E non mi dire che è “rischioso” tenere in negozio qualche tubetto di monete da 20, 10 o 5 centesimi.

  5. Daniele ha detto:

    Io sono d’accordo con Glamis.
    L’acquirente non può farsi carico del lavoro del venditore, specie quando paga con banconote di taglio di poco più grosso della cifra che deve pagare.
    E’ tutta una questione di organizzazione.
    Oltretutto al supermercato dove vado c’è anche la guardia giurata armata.

    Oltre a comprare in un determinato posto, e questo è un segnale diretto di preferenza rispetto ad altri esercenti, perché se non ti faccio il ‘favore’ (altra tipica mentalità italiana, quella dei favori) quando realmente non posso devi trattarmi con sufficienza o guardarmi dall’alto in basso?

  6. Daniele ha detto:

    Io credo che ci si debba venire incontro: se tu devi comprare il giornale puoi pagarlo anche con un pezzo da 500 euro, nessuno dice che non si possa fare. Ma ci sono mille motivi per cui l’edicolante potrebbe non avere 499 di resto, o anche 49 se paghi con 50.
    I titolari dei negozi, soprattuttto quelli piccoli, potrebbero semplicemente non avere il tempo di andare in banca a cambiare dei soldi in spicci, e comunque se devi avere “qualche tubetto di monete” prima o poi ti finiscono e sei da capo…
    Posso capire che se devo pagare 11.34 euro, ne do 15 e mi sento dire che 3.66 di resto non ci sono; ma allora a quel punto o uno dei due perde dei sodi (3.50, 3.60, 3.65, 3.70) o si annulla la transazione e amen. Ma se vai in un’edicola con 100 euro per comprare il giornale e l’edicolante ti manda a fanculo secondo me non sbaglia tanto. 😀
    Tenete conto che edicolanti e tabaccai hanno molti spicci perché vendono roba che costa poco quindi spesso devono dare il resto, ma si parla di pochi centesimi a testa. Se compri le sigarette con 5 euro qualcosa di resto credo ti spetti (sbaglio? io non fumo), idem se compri due riviste e un giornale. Ma se cominciano a cambiare i pezzi da 50 euro per gli altri negozianti il problema passa a loro!

  7. Daniele ha detto:

    Ma se badi bene io non parlavo di pagare con banconote di grosso taglio, ed inoltre facevo l’esempio del supermercato.

    Qui si tratta anche di pagare con 20 euro sani per essere guardati storti se ti devono dare 12 euro e 64 centesimi di resto.

    Se invece gli dai i 36 centesimi già sono più felici… se poi paghi addirittura con 27 € e 36 cents è quasi l’orgasmo. 😀

    Però non si fa così, dai…

  8. Daniele ha detto:

    Puoi sempre farti una carta ricaricabile e risolvere il problema alla radice, con il vantaggio che se per caso ti perdi (o ti solano) il portafoglio puoi semplicemente bloccare tutto.

    Comunque forse sono io fuori dal mondo che pago raramente in contanti. Sono arrivato a pagare con la carta pure dei componenti elettronici per un totale di 5 euro e rotti. 😀

  9. Daniele ha detto:

    Fai bene… che si paghino la commissione, e affari loro! 😛

  10. Daniele ha detto:

    Se un negozio piccolo ha il POS significa che gli conviene pagarla, la commissione… fidati. 🙂

  11. Daniele ha detto:

    Oggi al supermercato penso di pagare col bancomat, dopo aver fatto una lunga fila davanti a una signora che aveva fatto una spesa immensa e, pur vedendo che avevo in mano solo tre cose tre, non mi ha fatto passare avanti.

    Al mio turno, € 5.71, dico “pure io col Bancomat…” (i contanti mi servivano), e lei: “eh no, per il Bancomat spesa minima di 10 €” … ma allora vaff… 😛

  12. Glamis ha detto:

    LOL 😀

    A parte per la signora, cmq una risposta del genere mi pare sia illegittima. Se espongono il bollino del “pagobancomat” sono tenuti ad accettare transazioni di qualsiasi importo. Con il circuito MasterCard ad esempio sono sicurissimo che è così, avendo fatto una volta una segnalazione al loro servizio clienti (un negozio di vestiti sosteneva che dovevo spendere almeno 50€ pur avendo il bollino in vetrina).

    Di certo gli lasciavo la roba lì, tipo quelli che hanno il POS rotto e te lo dicono solo quando gli fai vedere la carta…


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