chat VS e-mail
Oggigiorno tutti -o quasi- sappiamo cos’è una chat. Mentre un tempo si chattava esclusivamente per mezzo del protocollo IRC (che sta per Internet Relay Chat), in un periodo successivo sono nati numerosi network di instant messaging (messaggeria istantanea).
Attualmente è molto in voga MSN, il messenger della Microsoft; ma prima di esso si è potuto assistere al fiorire di diversi protocolli e software, fra cui lo storico ICQ, AIM – iChat (preinstallato sugli Apple), Yahoo messenger, Google Talk (questo posteriore a MSN) ed altri. Tutti i network che ho citato sono ancora in esercizio, e i client, ovvero i programmi per chattare nelle rispettive reti, sono disponibili online per il download.
La comodità delle chat è indubbia, ci permette di comunicare con chiunque in qualsiasi momento, di conversare con più persone contemporaneamente, di scambiare file, ecc. (persino di videochattare, se provvisti di webcam).
Rimanendo sul tema della comunicazione puramente testuale, prima ancora della chat si utilizzava esclusivamente la posta elettronica, che oggi è ancora lo strumento preferito in ambito lavorativo, ma nell’uso privato si è perso un po’ l’utilizzo della cara e vecchia email a favore della comunicazione in diretta.
Fatta questa premessa, vengo al dunque: a volte l’immediatezza messa a disposizione dalla chat non è necessaria, e, se non richiesta, può risultare invasiva, fastidiosa, perché richiede una risposta parimenti immediata.
D’altra parte è vero che i software che ho citato permettono l’impostazione di diverse modalità (”Disponibile”, “Occupato”, “Assente”, e così via), ma sicuramente comporre un’email è un’azione differente, che richiede un minimo d’impegno (perché ci si deve mettere a scrivere un messaggio che abbia un inizio e una fine).
In molti, soprattutto gli utenti più giovani della Rete, trascurano la possibilità di inviare un’email all’interessato, aspettando piuttosto sia disponibile in chat. Comporre un messaggio di posta è forse una procedura leggermente più formale che dirsi un “ciao, come va?” in tempo reale, ma personalmente reputo che se il contenuto non è banale (può trattarsi ad esempio di una richiesta di informazioni, di un racconto di un viaggio, di un invito a un evento, ecc.), e soprattutto non si ha bisogno di una risposta o di un commento immediati, il messaggio sarà su un livello più ‘alto’ (a seconda del contenuto, del destinatario e del rapporto che c’è fra gli interlocutori) rispetto ad una ‘chattata’.
Per fare un parallelo, l’email è come una lettera cartacea che arriva nella cassetta della posta, mentre la chat è come qualcuno che suona alla nostra porta e, se decidiamo di aprire, iniziamo a parlarci. Quindi la chat, seppur utilizzi la scrittura come medium a livello fisico, assomiglia più alla comunicazione verbale.
Il senso di questo lungo post è che a volte sarebbe preferibile l’uso dell’email al posto della chat, poiché in certi casi, nell’errata convinzione di essere più immediati, si perde paradossalmente più tempo a scambiare informazioni.
La posta elettronica continua ad avere tanti pregi: viene consegnata rapidamente, c’è più sintesi, o, a seconda del contenuto, si ha la possibilità di essere più analitici e completi. Infine prevede una forma di saluto (in apertura, in chiusura o in entrambi i casi) che fa sì che il messaggio sia in qualche modo completo e ‘impacchettato’ per la spedizione: sarà il destinatario ad aprirlo al momento opportuno, a vedere cosa c’è dentro, a riflettere e, se è il caso, a rispondere, con tempi e modalità diversi.































Che dire oltre al fatto che sono d’accordo?
Una mail puoi leggerla e rileggerla, capire bene le sfumature, senza l’affanno di dover rispondere al volo…. Quando la scrivi puoi raccogliere le idee, cancellare, riscrivere fino a che non la consideri veramente tua, veramente finita… In chat sembra di avere una conversazione che reale… ma non vedi il tuo interlocutore nè riesci a sentirne la voce, quindi non è la stessa cosa.
E poi … in chat manca l’attesa di una risposta che arriverà il più delle volte in un secondo momento (a meno di contesti lavorativi o tecnici, in cui è diverso
).