Someday
mercoledì, 19 Settembre 2007Ultimamente sto rivisitando la musica degli anni Ottanta e Novanta, e mi sono imbattuto in questa stupenda canzone.
In my search for freedom
And peace of mind
I’ve left the memories behind
Wanna start a new life
But it seems to be rather absurd
When I know the truth
Is that I always think of you
Chorus:
Someday someway
Together we will be baby
I will take and you will take your time
We’ll wait for our fate
Cos’ nobody owns us baby
We can shake we can shake the rock
Il Conto
sabato, 8 Settembre 2007La comicità demenziale di Maccio Capatonda è eccezionale! 😀
Di…
sabato, 8 Settembre 2007Delle cicale…
martedì, 14 Agosto 2007Ci cale ci cale ci cale! 🙂
Così cantava Heather Parisi oltre vent’anni fa… rivisitando allegramente una nota favola.
A me sinceramente questo insetto non è mai stato molto simpatico, semplicemente per un motivo: fa tanto rumore! Già una singola cicala si può sentire in lontananza, figuriamoci quando ce ne sono tante che cantano in coro… magari all’una di notte (nelle giornate più calde dell’estate), disturbando col loro fracasso il sonno di tante persone!
Però non posso fare a meno di notare che quest’anno odo molte meno cicale, pur abitando, fortunatamente, in una zona verdeggiante. Avranno troppo caldo? O troppo freddo? Chissà…
E lo stesso vale per gli insetti in generale… fino a una decina d’anni fa osservavo molte più api, vespe, calabroni, grilli (a differenza delle cicale, adoro il loro frinire, specie nelle notti estive in campagna), e così via; negli ultimi tempi ho visto un drastico diminuire degli insetti in città. Questo è un segnale piuttosto forte, significa che il nostro habitat sta cambiando.
La mia personale conclusione, da non scienziato (ma quel che vedo e annuso non mi piace…), è che la colpa sia dovuta alla qualità dell’aria: qui a Roma è davvero inquinata. 🙁
Anche gli insetti ci stanno lasciando … e quindi mi domando: questa metropoli fin quando resterà vivibile per noi essere umani? Magari non lo è già e lo ignoriamo di proposito…
Pelati omologati
domenica, 12 Agosto 2007La necessità di sentirsi parte di un gruppo è umana e in molti casi un fattore positivo. Non buono è, secondo me, annullare le proprie caratteristiche comportamentali, i propri gusti e le proprie aspirazioni per sentirsi inseriti in un determinato contesto sociale.
Non sto qui ad analizzare i pro ed i contro dell’una e dell’altra condizione, anche perché non sono un sociologo ma un semplice osservatore della realtà che mi circonda.
I Cavalieri di una volta…
domenica, 12 Agosto 2007State tranquilli: non sto per avventurarmi in improbabili paragoni fra cavalieri del lavoro ed improbabili personaggi politici… 🙂
Vi ricordate le sigle dei cartoni animati, quelle che alcuni definiscono vere, antecedenti l’arrivo e il quasi ‘monopolio’ di Cristina D’Avena?
Parliamo di motivi orecchiabili e che in molti sicuramente conoscete… L’uomo Tigre, Lady Oscar, Sasuke, Yattaman, e via discorrendo … sono tutte opere dei mitici Cavalieri del Re! 😀
Un amico di recente mi ha fatto riascoltare tutte queste sigle… e per questo voglio ricordarle su queste pagine pubblicando il video di uno dei miei pezzi preferiti, Calendarman. Buona visione, e buone rimembranze! 😉
Amori nati sul web
lunedì, 6 Agosto 2007Dalla penna alla tastiera
sabato, 14 Luglio 2007Ai giorni d’oggi mi capita sempre più raramente, e non sono il solo, di scrivere a penna o a matita, come invece si usava fare fino ai tempi dell’università.
Per il lavoro che faccio ormai utilizzo quasi esclusivamente la tastiera, con cui riesco a scrivere molto più velocemente, anche perché correggere gli errori e raccogliere le idee è più facile e immediato.
Ma un tempo (a scuola, al liceo, all’università) ero uno scribacchino allenato: avevo, ed ho ancora invero, una penna e una matita per ogni esigenza, per gli appunti tecnici, la matematica, la letteratura e il disegno.
Ancora conservo questa passione per una “penna giusta al momento giusto”, ma ormai sempre più raramente mi capita di farne uso (tranne quando si devono apporre delle noiose o costose firme…).
In un certo senso è un peccato: dietro alla gestualità della scrittura c’è l’evolversi continuo della propria calligrafia (bella o brutta che sia), dall’infanzia al momento presente. Inoltre per produrre un documento cartaceo, con dell’inchiostro sopra, ci vuole più pazienza e lentezza rispetto allo scrivere con la tastiera. Con i ritmi spesso frenetici dell’epoca in cui viviamo questo tempo non c’è, oppure fare l’amanuense è considerato semplicemente obsoleto (contrariamente a quanto si possa pensare devo ammetterlo, per gli usi più comuni preferisco di gran lunga la tastiera).
Ma, nonostante tutto il discorso dei pro e dei contro, lo scrivere a mano conserva ancora il suo fascino e porta con sé memorie e storia.

