Archivio per la categoria 'Personale'


F.B.I. Operazione Gatto

lunedì, 27 Ottobre 2008

Chi ha più o meno la mia età ricorda sicuramente il titolo di questo divertente film di Walt Disney, in cui una squadra dell’F.B.I., pedinando un gatto molto curioso, riesce a risalire alla scena di un crimine.

Nel mio caso non si tratta di un gatto curioso, ma di un gatto piscione. 🙂
Questo simpatico quadrupede (ci tengo a precisare che adoro i gatti, ma solo quelli educati) si aggira di notte per il mio terrazzo e va ad orinare proprio sulla mia bicicletta nuova. Sì, non ridete… 😀

Nonostante sia coperta da un telo protettivo, il simpatico esploratore, di cui credo di conoscere anche l’identità, o mi fa la pipì sul telo, o sulle ruote, ed entrambe le cose non sono piacevoli da riscontrare, specialmente quando ci metti le mani sopra. Dopo aver pulito per innumerevoli volte il suo marcare il territorio (che ho pagato io…), stufo di tale periodico affronto, ho provato col sistema delle bottiglie. Si dice che mettendo delle bottiglie piene d’acqua nei punti critici il gatto scelga un altro posto su cui spiscettare. In effetti per un primo periodo ha funzionato: invece di farla sulla bici, la mattina trovavo lo schizzetto su un vaso di ortensia.

Successivamente l’amico Fritz si è fatto più furbo: tanto l’amore per la mia bici, e tanta la voglia di marcarla di nuovo, che mi ha fatto la pipì nello spazio tra una bottiglia e l’altra! Non provate a ridere, ora… 😛

Per rispondere a questo suo attacco, ho intensificato le bottiglie d’acqua (ce ne sono ben cinque…) e per qualche altro giorno l’ho fermato. Gli sarà preso un colpo le prime notti.

Pensavo di aver vinto… ma ho cantato vittoria troppo presto: ultimamente anche quest’ultimo baluardo difensivo è stato profanato. Pisciatina sulla bottiglia e sulla bicicletta. E che cazzo! 😛

Come devo fare per arginare questi continui attacchi oltraggiosi del gatto piscione, che agisce col favore delle tenebre (mentre io dormo)? 🙂
Sono graditi altri suggerimenti… altrimenti se tutto l’inverno passa così, quando riprendo la bici in primavera la trovo corrosa e puzzolente…

Insomma, la morale della favola è che qui è fallita ogni trattativa diplomatica, ogni tentativo di conciliazione amichevole… praticamente siamo in guerra! 😛

La prima impressione

domenica, 26 Ottobre 2008

Un luogo comune recita: “la prima impressione è quella che conta”. Ma, riflettendoci bene, non è vero per niente! In alcuni casi capita che la prima impressione corrisponda a verità, o che venga parzialmente confermata, ma conoscere a fondo una persona è un processo lungo, costellato di graduali ‘scoperte’ (reciproche). Possono volerci anni. Ma, comunque, non basta un giorno, questo è il succo della questione. 😉

Nonostante ciò, a volte mi dimentico di mettere da parte le apparenze, forse perché affezionato o particolarmente colpito da quell’insieme di stimoli derivanti dalla prima impressione, buona o cattiva che sia. Quando si pecca di superficialità in questo senso si rischia di essere smentiti in seguito, anche clamorosamente (o, peggio ancora, dolorosamente…). In buona sostanza, anche se ogni tanto mi capita ancora di ricadere nell’errore, è bene ricordare che “l’abito non fa il monaco”.

Per chiudere in modo molto leggero vi lascio con un’immagine che ho sviluppato oggi: mi sono divertito a ritoccare la locandina del bellissimo film L’Illusionista, con Edward Norton. Non soffermatevi alla prima impressione, però. 😉

Un Calvino attualissimo

giovedì, 16 Ottobre 2008

Un paio di mesi fa mi è capitato di seguire con interesse un documentario in bianco e nero, su RaiTre, che illustrava il nascere e il progredire del miracolo economico in Italia dalla fine degli anni ’50 a tutto il decennio successivo, mettendo in rassegna i piccoli e grandi cambiamenti di cui è stato latore: la televisione, i supermercati, l’automobile, il boom edlizio, ecc.

Di recente ho seguito, sempre con interesse ma anche con molta amarezza, una puntata di Report che denunciava il costruire feroce e inarrestabile di nuovi quartieri dormitorio a Roma, senza nessun rispetto per il piano regolatore, l’ambiente, le zone protette, e con servizi quasi inesistenti per i cittadini che andranno ad abitare in (brutti) casermoni, fra l’altro indebitandosi in mutui da capogiro.

Per queste due ragioni sono rimasto colpito dal titolo di un romanzo di Italo Calvino (uno dei miei scrittori preferiti), “La speculazione edilizia“, che ho finito proprio ieri. Racconta la storia di un’intellettuale che s’imbarca in un’impresa edilizia, alla fine degli anni ’50, e, non essendo per nulla portato, si mette in affari con un costruttore poco di buono. Le premesse fanno già intendere come andrà a finire… e quindi non aggiungo altro sulla trama, a parte il divertimento assicurato nel leggere la particolareggiata caratterizzazione del Caisotti (l’impresario disonesto) e quella del protagonista, Quinto, che fa un pasticcio dopo l’altro.

Nel romanzo fra l’altro si respira l’atmosfera che in Italia c’era a quei tempi, ovvero l’entusiasmo per il nascente boom economico, la spregiudicatezza di certi impresari in ambito edilizio (da cui sono nati personaggi politici che purtroppo oggi ben conosciamo), il convertirsi di certi intellettuali a gente d’affari, il modificarsi del territorio (molte volte in peggio), infine il cambiamento delle abitudini degli italiani, che iniziano a fare le vacanze in massa, spostandosi tutti insieme nelle località turistiche nei mesi estivi dell’anno, grazie ai vantaggi derivanti dall’uso dell’automobile.

Paolo Mieli, alla fine del documentario sul boom economico, ha fatto un’osservazione molto acuta: in molti italiani che hanno vissuto il periodo d’oro degli anni Sessanta, gli anni della “Dolce Vita”, dove tutto sembrava possibile e il benessere si era esteso un po’ a chiunque, è rimasta l’illusione che, passati finalmente i tempi bui, questo miracolo italiano sarebbe stato eterno, non avrebbe conosciuto crisi. Invece ben sappiamo che non è stato così: il corso degli eventi, nella politica e nell’economia, ha dimostrato il contrario, così come nelle più recenti e spregiudicate speculazioni edilizie.

Piacevoli tradizioni

domenica, 12 Ottobre 2008

Le tradizioni, intese più come abitudini personali che come costumi sociali di massa, sono parti di noi che ci accompagnano nel cammino della vita. Riabbracciarne qualcuna un po’ dimenticata è un come tornare a casa dopo esser stati via per un certo tempo. E’ bello poter andare avanti, fare nuove esperienze, ma è altrettanto bello non separarsi da alcune piacevoli consuetudini che rimangono ancora gratificanti.

Mi riferisco ad esempio alla passione per la musica, per la lettura, per lo sport… ma anche attività di puro svago che facciamo insieme ad altri, con particolari cadenze nel tempo, o in determinati periodi dell’anno.

Ad esempio una decina d’anni fa iniziammo con un amico a fare delle compilation su CD per ogni stagione dell’anno. Ora ci ritroviamo entrambi con una bella pila di compact disc che raccolgono tutti i successi (prevalentemente commerciali, musica che si ascolta alla radio) da circa il 1998 ad oggi. Non è musica particolarmente impegnativa od ‘alta’, ma si tratta di brani piuttosto orecchiabili, più o meno famosi, che ci riportano indietro con i ricordi a determinati periodi e situazioni del passato. Quest’abitudine e questo patrimonio non li vogliamo perdere; tra l’altro dovremmo convertire le canzoni in mp3 (perché ora usiamo l’iPod) per non perdere tutto il lavoro fatto in precedenza.

Questo è solo un esempio particolare, ma dovrebbe aver reso l’idea. Le tradizioni che ognuno di noi ha, di qualsiasi tipo esse siano, portano con sé memorie di esperienze passate, ci danno la conoscenza per migliorare nelle stesse attività del presente e quindi non necessariamente sono un vincolo immobilizzante con il passato.

Qualcuna di esse, per il corso naturale degli eventi, oppure per mancanza di interesse, va scemando, fino a scomparire. Qualcun’altra, invece, germoglia dal seme piantato di una novità: lentamente cresce, si fortifica, e diventa anch’essa abitudine, tradizione, tenendo compagnia alle altre.

 

Esperimento HDR

mercoledì, 8 Ottobre 2008

esperimento HDR

Sviluppata insieme a Fabio, mi piace l’effetto che dà questa versione HDR.

p.s. per Fabio: il copyright lo mette automaticamente Coppermine… se vuoi lo tolgo.

Inni Urbani

domenica, 14 Settembre 2008

Oggi sto riscoprendo un bellissimo album dei Verve, della seconda metà degli anni ’90, da cui sono estratte alcune stupende canzoni come queste.

 

Pagine… gialle, memorie in libreria

martedì, 2 Settembre 2008

L’ingiallirsi delle pagine in un libro denota quanti anni sono passati (ahimé, non solo per lui) da quando è stato acquistato o letto…

Sfogliandolo di nuovo, magari dopo averlo tolto da una polverosa libreria, se è stato di nostro gradimento constatiamo di esservi affezionati, nonostante quel giallino riveli la sua ‘anzianità’. Quelle pagine un po’ consumate ci fanno tornare indietro al periodo in cui è stato letto, riportando alla luce ricordi connessi.

Un progetto molto vasto e piuttosto impegnativo è quello di iscriversi al sito aNobii, come suggerito da un amico, catalogare tutta la propria libreria e pubblicarla sul proprio profilo. L’aspetto interessante di questo lavoro, se si ha la voglia, la pazienza e la passione di farlo, è che una volta pubblicati i propri libri si possono condividere pareri o critiche più approfondite con gli altri membri della community. Non è detto che un giorno non inizi anch’io… 😉

Sirene moleste

martedì, 2 Settembre 2008

Quante volte vi capita che antifurti di appartamenti suonino a sproposito, vicino casa vostra o al vostro ufficio?

A me tantissime… c’è un tizio qui vicino che addirittura ha delle sirene che sembrano più adatte al sistema di allarme di una banca. E’ così forte che anche con tutte le finestre chiuse ti fracassa i timpani, e inoltre dura circa quattro minuti ogni volta, decisamente troppi.

A parte l’ovvia necessità di una taratura, per non farlo suonare anche al ronzare di una mosca, non si dovrebbero rispettare dei limiti di potenza e di durata, per legge?

Ma tanto tra vicini la legge che vince è quella del più forte…

La luce di agosto

martedì, 26 Agosto 2008

Le belle giornate di fine agosto hanno quella luminosità indimenticabile che, dalla seconda metà del mese in poi, permette di apprezzare di più il mare, la montagna o la campagna… come in questa foto.

Il sole meno aggressivo e la luce più tenue regalano tonalità, sfumature e tramonti che danno un sapore malinconico ad un estate che va anch’essa, lentamente, sfumando.

the long road

Scegliere un libro

giovedì, 14 Agosto 2008

Nella scelta di un libro, sia esso un romanzo o un saggio, in genere sono solito seguire strade diverse: dipende da cosa mi va di leggere in quel momento. Per gli appassionati della lettura uno stimolo costante è anche il confronto con gli altri, quindi è naturale scambiarsi opinioni o consigli letterari.

Se qualcuno mi raccomanda un romanzo a suo dire bello o coinvolgente, fornendomi dei dettagli sulla trama (ma anche solo il titolo, a volte!), me lo annoto. Altre fonti di ispirazione sono pure i siti internet, i forum e i blog.

Se ho già in mente quale sarà il prossimo libro, magari quello consigliato da un amico, di solito mi reco in libreria, vado dritto allo scaffale corrispondente al nome dell’autore, lo acquisto ed esco.

Se invece ho solo una vaga idea di quale sarà la prossima lettura, oppure non ce l’ho per niente, mi faccio guidare dai consigli e dalle offerte esposti nella libreria in cui mi trovo… continuo a vagolare per i corridoi finché non trovo qualcosa che mi ispiri davvero… col risultato di poterci passare un bel po’ di tempo e di uscire, alla fine, con più di un libro sottobraccio. 😉

Per chi come me spazia fra diversi generi (e magari legge più di un libro alla volta) lo scambio di pareri è sicuramente utile per godere di letture sempre appaganti… ma anche la sana sperimentazione, può regalare, ogni tanto, altrettante soddisfazioni.

Per concludere, se si segue un percorso di letture fatto in questo modo, scandito dall’accurata e continua scelta fra consigli, sperimentazioni e novità, ci si assicura, se non ogni volta piacere o divertimento, l’evitamento della monotonìa e l’apertura a nuovi orizzonti.